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Il mio nome è Lucy

05 maggio, 2017 - 21:00 Mausoleo della Bela Rosin, Strada Castello di Mirafiori 148/7 - Torino

L’Italia e i campi di concentramento nazisti
attraverso i ricordi di una transessuale
una lettura-spettacolo

con Giovanni Boni e Stefano Cavanna
regia di Renzo Sicco

 

sarà presente GABRIELLA ROMANO autrice del testo

(Donzelli Editore)

Assemblea Teatro prosegue con gli appuntamenti al Mausoleo della Bela Rosin con “Racconti in forma di suono”, un ciclo di incontri per adulti e ragazzi, spettacoli che uniscono al racconto, la musica, il video e l’immagine, in un gioco creativo e stimolante in grado di coinvolgere gli spettatori di tutte le età.

Raccontiamo il secolo breve con occhi diversi: quelli di Luciano, classe 1924, dapprima bambino inquieto della provincia piemontese, poi adolescente “diverso” nella Bologna fascista, e subito dopo disertore con l’8 settembre, deportato a Dachau e liberato dagli alleati, e nel dopoguerra trasmigrato a Torino sulle ali del boom economico, dove cambia sesso in pieni anni ottanta per poi tornare, da donna matura, nella casa e nel quartiere che lo hanno conosciuto ragazzino.

Una storia lunga novant’anni che si intreccia a quella del nostro paese e delle sue svolte sociali, culturali e politiche, e getta luce sui suoi lati più in ombra, sugli espedienti, i luoghi, i linguaggi, le trasformazioni di una diversità sessuale, sempre in bilico tra il segreto e l’esibizione, tra l’insicurezza e la piena rivendicazione di un’alterità consapevole. La Lucy di oggi, ormai novantenne, racconta il Luciano di un tempo e l’età di mezzo con la serenità di chi, con grande tenacia, ha saputo ricavarsi un angolo di mondo in cui coltivare gioie e dolori di una vita vissuta controcorrente. L’ipocrisia della piccola provincia, il regime, la guerra, ma soprattutto la deportazione a Dachau, la liberazione degli “alleati”, il ritorno, il dopoguerra, le fatiche per campare, i cabaret en travesti, la vita notturna, la prostituzione, le feste, gli amori, gli arresti, e poi l’incontro coi nuovi movimenti di liberazione sessuale.

Si dipana nelle parole l’esperienza di una differenza vissuta “senza rete”.

 

Ingresso 1€

 

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