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I protagonisti dei 50 anni – Manuela Carretta

06 gennaio, 2018 - 13:55

Ho conosciuto Assemblea Teatro grazie al chitarrista di flamenco Giancarlo Mellano che con la sua compagnia Mellano Compadres, ci coinvolse negli anni 2005-20013 in spettacoli dedicati al poeta F.G.Lorca. Sono stati anni indimenticabili soprattutto per la generosità di Renzo Sicco che ci sorprendeva, offrendoci, dei luoghi importanti storicamente oppure delle piazze nei centri di città bellissime che inevitabilmente si riempivano di un foltissimo pubblico. Collaborare con loro ci ha permesso di crescere perchè gli attori con i quali entravamo in relazione erano bravissimi professionisti e subito si stabiliva un dialogo che ci dispiaceva sempre interrrompere alla fine del tour. Erano artisti che viaggiavano il mondo e questo era molto arricchente perchè è così che ho sempre pensato che sia giusto. Chi porta l’arte deve essere in costante movimento così quello che incontra gli lascia dentro delle nuove prospettive che poi serviranno al processo umano e creativo. Gli attori, erano persone che vivevano il teatro come fatto sociale e avevano dei contenuti culturali da rispettare, non era solo condividere un balletto ed una musica, non era solo Fiesta. Non era solo parlare di flamenco. Renzo ci ha sempre fatti sentire parte delle sua passione e si divertiva molto quando con Reina Lopez si cantava la Tarara. L’appartamento dove eravamo alloggiati aveva sempre il calorifero acceso in tempo di freddo e in estate era pieno di luce. E poi veniva Giuseppe, il bravissimo musicista compositore, sempre era con noi nei dopo serate. Per ricordare il resto della formazione c’erano anche Valerio Galla alle percussioni e Michele Pucci alla chitarra.3bbc13_362a9665278678d5ba38246f5a1047ab
Molte sono state le serate negli anni ma ve ne riporto una che mi è più cara. Minacciava pioggia e prendemmo la decisione di fare lo spettacolo all’interno della chiesetta attigua al palcoscenico, lo stimolo di creazione che diede a noi questa disponibilità di Renzo ci permise di adattarci e di adattare lo spettacolo soprattutto, in modo nuovo e originale.
In quegli anni, mi stavo avvicinando ai luoghi abbandonati con delle ricerche in ambito di video arte perchè avevo capito l’importanza di non pensare al teatro come a un luogo quadrato con un fondale e delle quinte statiche ma come luogo che si ricrea e che ti ricrea in quanto un gesto, un movimento nasce e si sviluppa solamente in alcuni ambienti che non sono neutri ma che ti muovono dentro qualcosa che parte dal profondo.
Mi auguro che Assemblea Teatro nei prossimi 50 anni trovi sempre rinnovata energia perchè ha dimostrato un’integrità civile molto importante per la comunità che va a teatro. E per i 50 anni invece, che sono passati, mi auguro che tutto questo pubblico che è stato presente, si confronti su ciò che ha visto e ciò che è avvenuto così la vita non muore.
Vi sento vicini di casa anche se è da un bel pò che non abbiamo modo di collaborare. Un abbraccio a tutti voi.
Grazie della bella opportunità di fare un tuffo nel passato.

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