Informativa Cookie

Paolino

07 febbraio, 2019 - 21:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino
da La principessa della luna vecchia di Marina Jarre
riduzione e adattamento teatrale del testo a cura di Renzo Sicco e Gisella Bein
con Gisella Bein, Stefano Cavanna, Cristiana Voglino, Angelo Scarafiotti, Michele Guaraldo
Marlene Pietropaoli, Giulio Prosperi, Chiara Pautasso, Silvia Chiarle, Eugenio Gradabosco
regia di Renzo Sicco
gli occhiali di “Paolino” son una gentile concessione di Ottica Zanetta di via Cernaia 64

Così ne parla Mentelocale.it

Così Torinosette.it

Paolino è uno degli spettacoli densi di Assemblea teatro ma è anche uno dei più divertenti che la Compagnia abbia messo in scena. Si ride e ci si diverte.
Paolino ha 11 anni e vive in una famiglia socialmente impegnata. E’ complicata una famiglia così, è faticosa, ma è anche piena di risorse, vivace e molto stimolante.
Marina Jarre utilizza la battaglia del referendum per il divorzio per ricordarci che non esiste una famiglia stereotipata e predefinita ma famiglia significa stima e rispetto anche per soggettività differenti.
Paolino sa che sua madre non è solo la sua mamma ma è una donna realizzata perché sa scegliere, a dire si e no, sa lottare per le cause in cui crede, sa essere un esempio e sa trasmettere valori e nella sua imperfezione sa che essere utili per un genitore significa anche saper diventare inutili.
Il padre di Paolino vive altrove, vede i figli raramente e sa poco di loro così confonde le età e i periodi scolastici. Fa parte di quei padri che non conoscono i figli “perché li toccano troppo poco”.
Paolino sa però che è più di un uomo gentile, “è un gentiluomo”. Paolino ne riconosce le differenze perché con gli uomini gentili, può nascere il dubbio che lo siano per convenienza.
Un ricco e bel cast differenziato e dirompente raccoglie dalla saggia Gisella Bein al “devastato” Michele Guaraldo, dal pacato Gradabosco all’ “anziana” Marlene Pietropaoli, dalla irregolare Cristiana Voglino, alle giovani Pautasso e Chiarle fino all’irriverente e trasformista Stefano Cavanna capace di interpretare le mille sfaccettature del carattere in crescita di un adolescente carico di
dubbi e certezze.
Un cast variegato di vecchi e nuovi volti di una compagnia che dopo 50 anni continua a saper cambiare offrendo uno dei suoi lavori più divertenti pur non dimenticando storia e memoria di un’Italia che ci manca, un’Italia dove il cittadino senza deleghe sapeva e voleva cambiare partendo dal piccolo e da sé.
Un lavoro capace di farci sorridere e ridere di cuore per ritrovare un’ingenuità priva delle maligne cattiverie del presente. Un come eravamo consapevole di ciò che siamo dentro al cuore se ci risvegliamo.

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>