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PIÙ DI MILLE GIOVEDÌ la storia delle Madres de Plaza de Mayo

23 marzo, 2016 - 21:00 TEATRO AGNELLI Via P. Sarpi 111 - Torino

40 ANNI DAL GOLPE

A questo link è possibile accedere ai comunicati diffusi in occasione dei 40 anni dalla fondazione dell’Associazione Madres de Plaza de Mayo, linea fundadora

Oltre 15 anni di “lotta” insieme a Madres, Abuelas e Hijos, e più di mille giovedì sono trascorsi. Centinaia gli spettacoli, gli incontri, e sempre forte e caloroso l’abbraccio del pubblico per Assemblea Teatro che ha saputo offrire anche l’impegno a sostenere economicamente la “lotta” di verità e giustizia condotta dalle Associazioni per i diritti, attraverso sottoscrizioni e raccolta di fondi.

Oggi, una volta l’anno, nel Giovedì dell’Anniversario, las Madres srotolano una bandiera lunga centinaia di metri, raffigurante i volti di 30.000 desaparecidos. Una bandiera arrivata grazie alla solidarietà italiana, alla solidarioetà del “popolo” di Assemblea Teatro che ha permesso di acquistarla.
Oggi che l’Argentina sta conoscendo un cambio politico importante, un cambio che propone un nuovo negazionismo sul tema e della Desaparecion, PIU’ DI MILLE GIOVEDI’ ritorna sul palco in occasione del quarantennale del Golpe per non permettere di dimenticare e perchè nessuno possa più dire POR ALGO, SERA’ – e la triste vicenda di GIULIO REGENI ci ha riportati a quelle guerre che sentivamo lontane. Vi aspettiamo.

In data 31 maggio 2016, il quotidiano “L’Avvenire” riporta la vicenda di uno storico incontro tra il Papa e la Madre Hebe de Bonafini

Con rammarico e delusione pubblichiamo l’articolo apparso su “il Manifesto” del 5 maggio 2017, in cui si prospetta l’impunità per i militari degli anni ’70, “grazie” ad alcune acrobazie giuridiche

Lettera della Professoressa Paola Albertetti, dopo la lettura collettiva di Più di mille giovedì

tratto da “Le irregolari” di Massimo Carlotto
riduzione scenica di Massimo Carlotto
regia di Renzo Sicco e Lino Spadaro
con Annapaola Bardeloni
ringraziamo Claudia Facchini, Monica Fantini, Elisabetta Pogliani, Paola Zecca, Marco Pejrolo
che hanno collaborato dando voce ad alcuni personaggi
mùsica de Silvana Di Lorenzo y los Nocturnos, Gabriel Fauré, Alice, Matching Mole

A me piaceva ballare e sognare. Amavo mio marito, adoravo mia figlia. Amavo molto anche questo paese.
Con queste parole, dentro una stanza di una casa qualunque, Annapaola Bardeloni apre lo spettacolo forse più intenso della sua carriera di attrice. Impersonare una delle Madri di Plaza de Mayo non è facile: troppo crudele è il dramma di queste donne a cui sono stati strappati figli che non sono mai più riapparsi, che non hanno lasciato traccia, un segno, un corpo, una tomba su cui piangere.  E troppo vivo è quel dramma che coinvolge non solo quelle donne, non solo un paese, ma la coscienza del mondo civile, che non può fingere che si tratti di una storia di ordinaria follia. Troppe sono le implicazioni che inchiodano Istituzioni, Governi, la stessa Chiesa Cattolica alle loro responsabilità. Tutto questo e molto altro è Più di mille giovedì. E tutto questo e molto altro è il materiale che si è dovuto utilizzare nel mettere in scena questo lavoro, accompagnati dalla consapevolezza del fatto che la storia delle Madres de Plaza de Mayo è una ferita tuttora aperta, che è impossibile non tenere nella dovuta considerazione con tutto il rispetto verso chi ha dedicato la propria vita alla ricerca della verità e della giustizia.  Sulla base di questa convinzione e sostenuti da un testo coraggioso e poetico, è stato realizzato uno spettacolo di grande impatto emotivo.
La vicenda è quella di una Madre, ma è emblematica del dramma che tutte le donne di Plaza de Mayo hanno deciso di condividere, perché ciascuna di esse è madre di tutti i desaparecidos, in una commovente coralità che è stata la loro forza negli anni bui della dittatura.
Lo spettacolo, che ha debuttato nel luglio 2000, è stata la prima opera teatrale rappresentata presso la Camera dei Deputati nella Sala del Cenacolo e successivamente in Cile nel Museo della Memoria di Villa Grimaldi e in altri ex centri clandestini di detenzione a Cordoba, Rosario e La Plata in Argentina e per due volte nella stessa Plaza de Mayo a Buenos Aires.
Accade, alle volte, che il Teatro debba confrontarsi con la Storia.
Da maggio 2015 la storia di questo spettacolo è documentata nel volume ORFANA DI FIGLIO di Claudiana Editore e raccoglie testi di Taty Almeida, Massimo Carlotto, Erri De Luca, Luis Sepúlveda e Renzo Sicco.

Argentina40

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Ingresso intero 10,00 €

Ingresso ridotto (UNDER 26 – OVER 60 – Tessera AIACE, ASSOCIAZIONE 40) 8,00 €

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