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L’uomo che piantava alberi

09 marzo, 2020 - 10:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino

di Jean Giono

(Gallimard editore)

per la voce di Gisella Bein

e i disegni realizzati dal vivo da Monica Calvi

 

Qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi. Troppo pochi hanno cuore e dedizione e intelligenza necessaria a salvarli custodirli e se necessario piantarli.

L’albero fin dai tempi antichi rappresenta il simbolo della vita, dell’equilibrio, della saggezza.

Nel paradiso terrestre era la conoscenza del bene e del male, mentre alberi millenari sono stati venerati come sacri e i tronchi giganteschi delle foreste furono le colonne dei primi templi in cui l’uomo esprimeva la sua spiritualità di fronte alla natura.

Ogni albero è la dimora segreta di mille creature.

Anche dopo la sua morte i rami caduti, i tronchi in disfacimento, i ceppi bruciati offrono asilo e nutrimento ad una ricca quanto preziosa comunità vivente.

La natura rinasce senza fine, rinnovandosi continuamente.

Ogni albero racchiude una storia, un mistero, una memoria del passato.

Durante una delle sue passeggiate in Provenza, Jean Giono ha incontrato una personalità indimenticabile: un pastore solitario e tranquillo, di poche parole, che provava piacere a vivere lentamente, con le pecore e il cane.

Nonostante la sua semplicità e la totale solitudine nella quale viveva, quest’uomo stava compiendo una grande azione, un’impresa che avrebbe cambiato la faccia della sua terra e la vita delle generazioni future.

L’uomo che piantava alberi è il racconto di questo incontro e della coraggiosa impresa di Elzéard Bouffier.

Una parabola sul rapporto uomo-natura, una storia semplice ma esemplare che racconta “come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione”.

Una storia semplice e toccante.

La vicenda di un pastore che con molta fatica e senza tornaconto personale si dedica a piantare querce in una landa desolata.

Una storia positiva a volte apparentemente ingenua ma capace di un messaggio profondo: la riconciliazione dell’uomo con la natura. Un messaggio di rinascita della foresta e della vita proprio lì dove erano state incoscientemente abbandonate.

L’albero ha dato moltissimo all’umanità. La storia di Elzèard Bouffier ci insegna che è necessario un tempo in cui contraccambiare con affetto e generosità.

 

La lettura è motore del progetto PAROLE CONTRO LE FIAMME per ricordare gli incendi dello scorso 2017 in Portogallo e quelli dell’autunno dello stesso anno in Valle di Susa, così come quelli disastrosi in Grecia a Mati e Rafina, in Toscana, negli Stati Uniti in California, i troppi in Piemonte e i recenti al Polo Artico.

 

Tratto da La Repubblica:

L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI
“Assemblea Teatro porta in scena “L’uomo che piantava gli alberi” tratto dal romanzo breve dello scrittore francese Jean Giono che, per la sua semplicità e l’esemplare messaggio che porta con sé, è diventato un cult nella letteratura mondiale è presto diventato uno dei cavalli di battaglia della compagnia teatrale. Racconta la storia del pastore Elzéard Bouffier che ama vivere in solitudine, conducendo una vita semplicissima alle pendici delle Alpi, in una vallata deserta della Provenza con uno scopo ben preciso: piantare alberi e ripopolare la zona. L’opera costante del pastore ridà vita alla vallata: non solo le piante si moltiplicano e ricompare l’acqua, ma molta gente della pianura può ora abitare quelle terre, godendo del miracolo che nessuno avrebbe mai creduto possibile. La regia è firmata da Renzo Sicco, e la voce narrante è quella di Gisella Bein.”

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