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I tre porcellini

26 febbraio, 2016 - 10:00 Teatro Agnelli - Via Paolo Sarpi 111 – Torino

|fascia d’età: 3 – 10 anni|

PANDEMONIUM TEATRO

liberamente tratto dalla fiaba popolare
di e con Tiziano Manzini
luci di Graziano Venturuzzo
collaborazione artistica di Albino Bignamini

Tre fratellini vivevano insieme, nel porcile di una fattoria.
“Fammi entrare”.
“Stringiti”.
“Ahia, smettila di spingere”.
“Ma sei ingrassato ancora”.
“Fammi posto, dai tirati in là”.
“Sei proprio grasso come un porco!”.
“Senti chi parla, lo stinco di santo!”.

Beh, c’era qualche problema di spazio. E lo spazio è vitale per potersi esprimere! Seguiremo i nostri eroi nei loro tentativi di “metter su casa” e nella loro lotta contro la voglia violenta e irrefrenabile di cosciotti e zamponi di maiale del LUPO, l’eternamente affamato! Porcellini, porcelloni, case, casine, lupi, uomini-lupo, magari pirati: questi gli ingredienti di uno spettacolo in bilico fra gioco e narrazione, fra paura e ironia, fra solide pareti e fantasmatiche evocazioni. Abbiamo case di paglia,
di legno, perfino di mattoni. Vi aspettiamo, graditi ospiti nel gioco del teatro.
L’idea di lavorare sui “tre porcellini” è nata all’interno di un progetto di animazione estivo che comprendeva un angolo dedicato alla narrazione. Durante quegli interventi si è lavorato sia su favole tradizionali che su altri testi come “Gli sporcelli” di Roald Dahl o “Pierino Porcospino” di H. Hoffman. Prende così forma il progetto di lavorare su una favola tradizionale utilizzando però il punto di vista di personaggi non solo brutti, sporchi o cattivi, ma insieme “brutti, sporchi e cattivi”, appunto come i personaggi di Dahl. E quale espediente migliore per dare curiosità alla rilettura di una fiaba arcinota come “I tre porcellini” se non quella di riviverla dalla parte del lupo?
E allora ecco che il nostro lupo, che può essere anche quello appena uscito dalla storia di Cappuccetto Rosso o, meglio, da un set cinematografico dove ha appena finito di mangiare qualcun altro, arrivare sul nuovo luogo del delitto. Per di più lui, il nostro lupo, è un appassionato di salumi, prosciutti e in genere della carne di maiale. Ma non è finita! Se il lupo è anche un appassionato del fai da te, gli piacciono gli imbonitori televisivi e ama canticchiare canzoncine per bambini, come andrà a finire la storia?
Il lavoro è stato incentrato sul comico, sull’assurdo, a tratti al limite del cartone animato, continuando ed amplificando il lavoro già iniziato dalla compagnia con lo spettacolo “Tolstoj’stories”.

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