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Galline

21 novembre, 2017 - 10:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino

Fascia d’età: 05 – 10 anni

liberamente ispirato a Il brutto anatroccolo di H. C. Andersen

testo e regia di Gianni Bissaca

con Claudia Facchini e Elena Cavallo

scene di Elisabetta Ajani

costumi di Roberta Vacchetta e Elena Gaudio

In uno spazio ricco di suggestione Bianca depone il suo piccolo uovo: lo cova, lo protegge, ne attende la schiusa. Ma una notte ecco comparire alle sue spalle un grande uovo mostruoso: Bianca ne è spaventata, teme per il suo piccolo. Chi avrà deposto quell’ “uovo enorme e mostrovo”? Chi uscirà da quella cosa minacciosa? Come fare per impedirgli di nuocere?
Finalmente, dal grande uovo esce Nera: un pulcino di grandezza spropositata, nero di colore, felice della vita, inconsapevole della sua diversità, ansioso di imparare tutto quello che c’è da scoprire nel grande mondo.
Nera non ha dubbi: Bianca, quell’essere così bello e candido, dall’aspetto autorevole e sicuro, deve essere la sua mamma. Nera è felice, e cerca in tutti i modi di avvicinarla, di farsi coccolare.
Ma Bianca non riconosce in quel pulcino troppo grande e troppo nero la propria figlia, la vuole cacciare, teme che potrà usurpare l’affetto del suo piccolo figlio legittimo che presto uscirà dal suo piccolo uovo normale. Nera non si arrende: tutto le sembra un bellissimo gioco, anche le sfuriate di Bianca, anche i suoi tentativi di mandarla via…dove dovrebbe andare, lontano dalla mamma…e come potrebbe farlo, ancora non sa camminare, né parlare…Poco a poco, attraverso la caparbietà dei cuccioli, Nera conquista l’affetto di Bianca. E Bianca alla fine adotta Nera: col suo aiuto, Nera imparerà a stare in piedi da sola, a parlare, e sarà finalmente pronta ad incamminarsi per il “grande mundo” alla ricerca della sua identità e della sua autonomia.
Ispirato alla fiaba “Il brutto anatroccolo”, GALLINE racconta una nascita ed una crescita all’interno di una diversità ed è metafora di una possibilità molto umana di convivenza. Attraverso l’utilizzo di un linguaggio non usuale, ricco di atmosfere affascinanti, in cui coesistono sonorità etniche, il grande uovo da cui esce Nera è una sorta di astronave da cui un essere nuovo, ricco di potenzialità, irrompe nella vita per apportarvi un personalissimo contributo di entusiasmo, di inconsapevole tenerezza, di voglia di imparare.

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