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La gabbianella e il gatto

17 ottobre, 2020 - 15:00 Portici di Carta - Oratorio San Filippo Neri, via Maria Vittoria 5, Torino

 

scritto da Luis Sepúlveda (Guanda Editore)

dalla traduzione di Ilide Carmignani

riduzione teatrale di Renzo Sicco e Gisella Bein

in scena Cristiana Voglino, Paolo Sicco, Monica Calvi

musiche composte ed eseguite da Matteo Curallo

regia Renzo Sicco

 

Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, in un ultimo gesto affida il suo uovo ad un gatto grande e grosso di nome Zorba, strappandogli tre promesse: di non mangiarlo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro…

Luis Sepúlveda – attraverso una storia metafora – racconta con semplicità dell’uomo contemporaneo che, facendo male alla natura, finisce per far male a se stesso.

Un gatto d’onore inizia un’avventura lunga quanto un libro, insieme a compagni coraggiosi, scimpanzè nevrotici, ed un’impaurita gabbianella. L’autore, con la dolcezza di una favola, parla all’uomo, grande o piccolo che sia, rammentandogli i doveri verso la natura, ma anche verso se stesso.

In scena immagini e parole, disegni e voci, unite a musiche che si fondono, con il racconto.

Necessario ascoltare e guardare, per lasciarsi sorprendere dal gioco in cui i tanti diversi personaggi prendono vita attraverso una esilarante Cristiana Voglino. Ora Segretario, ora Zorba, ora piccola gabbianella, a ogni personaggio un accento, un carattere particolare, che conduce dritti dritti tra gli sviluppi del racconto.

Dietro a lei i disegni di Monica Calvi danno forma alle parole, le animano rendendole concrete. Così “i gatti” invitano a tuffarsi in una storia tonda, capace di catturare grandi e piccini attraverso il divertimento e la sincera emozione.

La musica, composta appositamente da Matteo Curallo, è un ponte, ad unire i tanti ingredienti, quasi a scivolarci dentro, per trascinare in un viaggio magico. Allo spettatore non resta che partecipare al gioco, lasciandosi travolgere da gatti giocherelloni sino, forse, a provare a volare.

Tutto questo, ovvio, solo per chi osa farlo!

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