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L’uomo che piantava gli alberi

08 luglio, 2018 - 16:00 Sentiero del Gufo - Venaus (TO)

di Jean Giono

Una lettura di Alberto Barbi con Stefano Cavanna
Presentazione di un progetto Colti
e Assemblea Teatro-Pè de Vento
e Livraria Lello di Porto

Borgate dal vivo torna in Valle di Susa e sposa uno degli eventi di Assemblea Teatro, compagnia teatrale torinese con cui collabora per l’edizione 2018: L’uomo che piantava gli alberi.Dopo le letture, che nel weekend tra il 16 e 17 giugno, hanno radunato centinaia di persone in ben 22 luoghi tra Torino, la Valle di Susa e il Portogallo, ecco una nuova iniziativa che mette di nuovo al centro la lettura libro di Jean Giono.

Come già accaduto per Borgate dal vivo 2016, l’evento si terrà sul sentiero dei gufi di Venaus, unendo così il racconto del libro, a cura dell’attore Alberto Barbi, all’aspetto naturalistico. Una passeggiata nel bosco di 45 minuti, alla portata di tutti e alla scoperta di un angolo di Venaus e della Val Cenischia. Il tutto insieme a una guida naturalistica e all’accompagnamento musicale di Stefano Cavanna. L’evento è gratuito e adatto a grandi e piccoli. Ritrovo alla partenza del sentiero alle ore 16.00.

L’uomo che piantava gli alberi (titolo originale: L’homme qui plantait des arbres), conosciuto anche come La storia di Elzéard Bouffier è un racconto allegorico di Jean Giono, pubblicato nel 1953. La storia ha inizio nel 1913, quando il giovane narratore intraprende un’escursione a piedi sulle pendici provenzali delle Alpi. Il narratore finisce le scorte d’acqua mentre si trova in una vallata deserta e senza alberi, dove cresce solo lavanda selvatica, senza alcun segno di civilizzazione, eccetto un villaggio ormai abbandonato, con strutture diroccate e la fonte secca. Il ragazzo incontra un pastore assieme al suo gregge di pecore, che gli offre l’acqua dalla sua borraccia. Tale pastore viene descritto come un individuo piuttosto silenzioso, e ospita il giovane narratore nella sua casa. Nella giornata successiva il narratore lo segue nelle sue attività e scopre che lui pianta ogni giorno 100 ghiande e ne ascolta la storia: divenuto vedovo, aveva deciso di migliorare il luogo desolato in cui viveva facendovi crescere una foresta, un albero per volta. Il suo nome era Elzéard Bouffier, aveva cinquantacinque anni e, rimasto vedovo, si era ritirato in montagna e aveva piantato in tre anni 100mila ghiande e si aspettava che ne sarebbero nate 10.000 querce.

Dopo questo incontro, il narratore combatte come soldato di fanteria nella prima guerra mondiale. Dopo il congedo, torna negli stessi luoghi nel 1920, sorprendendosi alla vista della trasformazione del paesaggio, con alberi ormai alti, non solo querce, ma anche faggi e betulle, nelle zone più umide. L’acqua scorreva nuovamente nei ruscelli una volta secchi, e la foresta raggiungeva ormai un’estensione di 11 km. Ritrova anche Elzéard Bouffier, divenuto apicoltore, che continua a visitare ogni anno.

Elzéard Bouffier continua a piantare alberi e la foresta continua negli anni successivi ad estendersi. Le popolazioni vicine si accorgono della trasformazione, ma la attribuiscono a fattori naturali. Nel 1935 la nuova foresta viene visitata da una delegazione governativa e viene messa sotto la protezione dello Stato. Dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla trasformazione del paesaggio, anche il villaggio abbandonato viene nuovamente popolato e sorgono nuove fattorie e coltivazioni nei dintorni, e la gente in zona deve gran parte della sua felicità a Elzéard Bouffier.

Ingresso Libero

fda

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One Response to : L’uomo che piantava gli alberi

  1. Daniela says:

    Bellissima iniziativa. È possibile portare il cane con sé?

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