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Il flamenco dell’Andalusia

21 febbraio, 2026 - 21:00 Auditorium Franca Rame, viale Cadore 133 - Rivalta di Torino (TO)

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Arriva il flamenco a Rivalta

 Sabato 21 febbraio alle 21 il palcoscenico dell’Auditorium Franca Rame di Rivalta si riaccende con l’ipnotica magia del baile andaluz per antonomasia, ossia il flamenco, con i suoi passi, la sua musica, i suoi canti, la sua poesia.
“Il flamenco dell’Andalusia” è il titolo dello spettacolo e ad interpretarlo è la bailadora ed attrice Manuela Carretta, con i suoi musicisti della compagnia Soleàlma. Questi raffinati artisti arrivano al Franca Rame grazie alla compagnia Assemblea Teatro che qui presenta il cartellone “Una sera a teatro – Adulti”.
Un incanto che si ricrea, con il canto, la chitarra, le percussioni del cajón e dell’handpan, per volare con la fantasia sotto il sole dell’Andalusia, cullati dai versi di Federico García Lorca, letti dagli attori di Assemblea Teatro, Cristiana Voglino e Luca Occelli. Così, al Franca Rame inizia un viaggio spirituale per l’Andalusia: “Cordova/ Lontana e sola/ Puledra nera, luna grande/ e olive nella mia bisaccia […]” (Federico García Lorca, Canzone del cavaliere).

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Assemblea Teatro presenta
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Manuela Carretta
Soleàlma
IL FLAMENCO DELL’ANDALUSIA

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Manuela Carretta: autrice, azioni poetiche e flamenco
Angelo Giordano: voce e cajón
Michele Pucci: chitarra, handpan
Luca Occelli e Cristiana Voglino: voci recitanti

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L’Andalusia non è semplice folklore ma una vera pelle che ti abita fin da giovane diventando molto più di un fatto culturale ma vero e proprio Dna. Grazie alle parole di Federico García Lorca e la danza di Manuela Carretta, si dispiega il racconto dell’Andalusia, con il sole di Cadice, il calore della gente e del vivere quotidiano, la passione d’amore, la festa in famiglia e tutte le emozioni dell’animo umano. Un viaggio nel cuore del flamenco che è patrimonio universale Unesco dal 2010.

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Un viaggio dentro l’Andalusia, una notte di poemi e flamenco
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Correva l’anno 1983 e nell’estate percorrevamo in tournée la Spagna da nord a sud. Una notte avevamo terminato tardi lo spettacolo “In fra li casi de’ la vita e le magie de’ cieli libertà vo’ cercando”.
Era stato un trionfo dentro l’antico teatro romano di Malaga strapieno di spettatori plaudenti.
Poi eravamo andati a cena ed erano ormai le tre di notte quando gli organizzatori ci chiesero se volessimo conoscere davvero la città.
Impossibile, nonostante la stanchezza, dire di no. Così ci portarono nell’estrema periferia in un salone come una grande palestra ma tutto rivestito in legno. Sul perimetro, una fila di sedie sui tre lati.
In quello di fronte all’ingresso erano seduti i musicisti e i cantori e vicino a loro dei ballerini nei tipici abiti del flamenco.
Nelle file sui lati gli spettatori o, meglio, alle tre di notte, famiglie con ragazzi e bambini.

Era una lezione di danza. Infatti non solo i ballerini si portavano al centro della pista ma anche diverse coppie di ragazzini. Tutti impettiti e seri nel loro portamento.
Restammo inchiodati estasiati fino alle 5 del mattino. Fu una lezione di serietà, rigore e sentimento indimenticabile.
Quella notte capimmo che l’Andalusia non è folklore, ma una vera pelle che ti abita fin da giovane diventando molto più di un fatto culturale ma un vero e proprio dna.
Proviamo con le parole di García Lorca, il canto e la danza di Manuela Carretta a raccontare l’Andalusia per portarvi dentro quel viaggio e in quella sala.

Renzo Sicco

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ingresso € 8,00

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One Response to : Il flamenco dell’Andalusia

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