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Giornata della Memoria 2026
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Forse dovremmo leggere il diario di un bambino di Gaza ma non c’è nessuno che abbia trovato ospitalità e rifugio, durante le guerre e l’assedio, per proteggersi due anni in un appartamento, benché segreto.
Quindi ci resta solo la limpidezza di una bambina ebrea per raccontarci cos’è la brutalità dello sterminio di un popolo.
Con questo sentimento ne rinnoviamo la lettura e la memoria all’inizio di questo 2026, sapendo che il recente tempo trascorso ha mutato le coordinate dell’ascolto che, non per questo, deve sempre essere esente di pietà. Ricordare è doveroso, per rispetto ai caduti, ma ricordare oggi è ancor più doveroso per capire che anche le vittime, a volte, possono trasformarsi in carnefici.
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Assemblea Teatro
IL DIARIO DI ANNA FRANK
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parole e musica per gentile concessione di Einaudi Editore
immagini dall’Archivio Storico del Processo di Norimberga
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Anne era una ragazzina che, come tanti altri ebrei, fu costretta a nascondersi dai nazisti. Venne però scoperta con la sua famiglia e trasportata nei campi di concentramento. Ad Auschwitz si ammalò di tifo. Morì insieme alla sorella Margot a Bergen Belsen.
L’unico a rimanere in vita fu il padre che con alcuni amici, che avevano aiutato la famiglia a nascondersi, ritrovò e riuscì a mettere insieme tutti gli appunti di vita di Anne.
Nel 1947 fu pubblicato “Il diario” che divenne rapidamente un testo internazionale.
Le pagine della quotidianità e quelle dei racconti sono intrise in egual misura dei timori provocati dall’avanzare della guerra e dall’amore per la natura ormai impossibile da frequentare. Solo un albero visto dalla finestra scandisce, con le sue foglie e il mutare del loro colore, lo scorrere delle stagioni.
L’enorme ippocastano vecchio di oltre 150 anni, cresciuto ad Amsterdam nel giardino di una casa sul Keizersgracht su cui si affaccia l’alloggio segreto in cui si nascose la famiglia Frank, amorevolmente descritto dalla ragazza nel diario, è recentemente caduto spezzato dal vento perché malato.
Molti hanno cercato come il vento di spezzare la credibilità delle parole di Anna, per questo è necessario ascoltarle e ripeterle in ogni occasione possibile.
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dai 10 anni
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