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Viva la Vida!

22 luglio, 2015 - 21:15 PAV – Via Giordano Bruno 31 - Torino

scritto da Pino Cacucci

interpretato da Annapaola Bardeloni
regia di Giovanni Boni e Renzo Sicco
montaggio video di Marco Pejrolo

Frida Kahlo conteneva in sè il riscatto femminile e l’inclinazione al sacrificio di tutto un popolo, quello delle donne dell’America del Sud. Per questo oggi è un’icona di rivoluzione, bellezza, vitalità. Quell’immagine martoriata, sofferente ma sempre combattiva portava in sé la forza proprio della rivoluzione.
Questa forza arriva oggi al PAV di Torino, Museo d’Arte Vivente e Centro d’Arte Contemporanea, non in un’opera, non su di una tela, ma in carne ed ossa, attraverso le parole di Pino Cacucci e l’interpretazione di Annapoala Bardeloni.

E’ stata anticonformista, femminista anticipando il tempo, amante appassionata. E’ stata musa e artista, pronta a spezzare le regole, a triturarle, purchè il suo essere potesse esprimere quel caleidoscopio di sentimenti che in lei si susseguivano. Soprattutto è stata una donna che, in nome della vita, ha affrontato ogni battaglia, ogni sofferenza. Questa Frida Kahlo, messicana, pittrice e molto altro, e a lei benissimo si addice quel “Viva la vida!” scelto da Pino Cacucci per il monologo (edito da Feltrinelli), in cui lascia a Frida il racconto di se stessa e della sua storia.

Un monologo scritto per il teatro e portato in scena da Annapaola Bardeloni, attrice italo-uruguaiana che ha mosso i suoi primi passi a Genova, alla scuola di recitazione dello Stabile, per poi spostarsi a lavorare in America Latina, Asia ed Europa. Da sei anni collabora con Assemblea Teatro, con un focus specifico sul mondo teatrale ibero-americano. A lei il compito difficile di trasformarsi in Frida, di immergersi nella sua vita, almeno in alcuni sprazzi, quelli scelti da Pino Cacucci che in Messico si è fermato a lungo e si è appassionato al mito di Frida e Diego Rivera, il suo amore per sempre.
Diego è l’altra faccia di Frida. Da lui, si reca per fargli vedere i suoi primi lavori creati a letto dove l’ha costretta un tremendo incidente. Salva per miracolo viene letteralmente trafitta da un tubo di ferro che le rompe costole e vertebre. Costretta distesa per anni, incomincia a dipingere, a usare quei colori forti e nitidi, che segnano i suoi lavori. Poi va dal grande “Diego”, attivista comunista e pittore di fama certa. Sarà un si entusiasta e tra i due è subito feeling e passione anche politica. Si sposano, lui la tradisce, lei prima sopporta, poi decide di rispondere allo stesso modo, donne o uomini che siano. Si lasciano, si risposano, vanno a vivere in due case comunicanti, uniti eppure divisi. Frida sfida la sua salute fragilissima, cagionevole. Continua a dipingere, a far politica. Non si arrenderà mai. In nome della vita, l’amore più grande.

Ingresso € 5,00

PAV – Parco Arte Vivente – Centro sperimentale d’arte contemporanea

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