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Viaggio in America – ANNULLATO

16 agosto, 2020 - 21:00 Stasera ti racconto un libro - Mausoleo della Bela Rosin - strada Castello di Mirafiori 148/7, Torino

Attenzione: VARIAZIONE DI PROGRAMMA

A causa della pioggia che è da poco cominciata e, secondo le previsioni, proseguirà in serata, oggi, 16 agosto, VIAGGIO IN AMERICA, lo spettacolo previsto per le 21 nel giardino del Mausoleo della Bela Rosin, è annullato e, in sostituzione, per chi volesse, sempre a partire dalle 21, c’è l’installazione LE DONNE DEL RE all’interno del Mausoleo

 

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La festa per chi resta

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Rudi Trudi

D’estate anche in città si può fare un

VIAGGIO IN AMERICA

da Beat hippie yippie di Fernanda Pivano, Bompiani Editore

con Gualtiero Marangoni (basso), Renato Taibi (batteria), Maurizio Baldini (chitarra), Dario Dell’Ara (voce), Marco Calegher (tastiere)

voci recitanti: Gisella Bein e Alberto Barbi

regia Renzo Sicco

brani di Steve Miller, Prince, Frank Zappa, Chet Baker, Lou Reed, Dave Matthews, Gino Vannelli, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Jimi Hendrix

 

Un viaggio, attraverso musica e parole, un concerto e un recital, per riscoprire quell’America che dagli Anni ‘50 ad oggi ha invaso il nostro immaginario attraverso i suoi artisti, la musica e la letteratura.

L’opinione pubblica tende oggi ad avere un giudizio netto su cos’è l’America: da un lato chi ne tesse le lodi (“perché difende dal male”, “dà libertà e democrazia”, “perché è il nostro traino economico”…), dall’altro invece chi la odia (perché è arrogante, perché vuole controllare la politica mondiale, perché fa la guerra…). Insomma, che la si ami o la si odi, sembra che l’America sia oramai un grande monolite, da osservare così com’è, senza sfumature o tonalità differenti.

Lo spettacolo Viaggio in America vuole andare oltre quest’idea diffusa, per guardare i tanti pezzi, le tante sfaccettature di cui il monolite è composto, percorrendo ciò che di più intenso l’America ha saputo indicare nel corso degli ultimi decenni.

L’America è qualcosa che abbiamo amato e sognato attraverso le parole di Leavitt e Kerouac, attraverso le canzoni di Bob Dylan o Jimi Hendrix, attraverso i miti dei cinema

come James Dean o Marilyn Monroe, e attraverso le parole dell’italianissima Fernanda Pivano, la traduttrice dei pilastri della letteratura anglo-americana (menzionata dal premio Tenco 2005 “per aver fatto conoscere il sogno che sta dietro la scrittura”).

Con questa America ci sentiamo in debito e in credito d’amore!

Ad accompagnare le parole di Gisella Bein e Alberto Barbi, sul palco ci sono i Rudi Trudi. La band, che nasce più di trent’anni fa, inizia nei locali e rassegne torinesi con brani inediti. In seguito, interpreta brani dall’indirizzo marcato, da Springsteen a James Taylor, da Lou Reed a Prince, ai tanti altri artisti di quell’America che piace a molti giovani e non più giovani

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