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Una mattinata alla Farnesina con “las madres de Plaza de Mayo”

16 settembre, 2012 - 15:48

Giovedì 13 settembre, una mattinata davvero importante ed emozionante che vogliamo ancora condividere con il pubblico!

Una mattina alla Farnesina, al Ministero degli Esteri. Al centro, la storia recente dell’Argentina, i desaparecidos e la battaglia delle madres di Plaza de Mayo per la verità e la giustizia. Accanto a Taty Almeida, portavoce delle madres, il Ministro Giulio Terzi, l’Ambasciata argentina e Assemblea Teatro, che da oltre dieci anni condivide la lotta delle donne argentine.

Di fronte a un pubblico folto di studenti, ambasciatori, giornalisti, docenti universitari e semplici cittadini, Renzo Sicco, direttore artistico di Assemblea Teatro, ha aperto l’incontro/colloquio, che si è tenuto giovedì 13 settembre nella Sala Aldo Moro della Farnesina a Roma. Il suo intervento ha ripercorso il lavoro teatrale, politico e civile fatto negli ultimi quindici anni in prima persona e con la compagnia torinese. “Il nuovo impegno internazionale che partirà lunedì 17 settembre – ha detto Sicco – è il frutto della capacità che ha avuto Assemblea Teatro di intessere rapporti sia con le istituzioni sia con le associazioni di diritti umani, non solo con quelle che si occupano strettamente di cultura”. Sempre per Assemblea Teatro, ha portato la sua esperienza Annapaola Bardeloni, attrice italo-uruguayana che condivide il lavoro internazionale della compagine torinese. Annapaola havoluto soprattutto descrivere quale onere possa essere il raccontare una storia importante come quella della desaparecion difronte alle protagoniste di questa trentennale lotta, i loro fazzoletti bianchi, i loro occhi sul palco. Ma soprattutto l’emozione dei loro abbracci!
Con Norma Berti, ex desaparecida (una delle pochissime “riapparse” dal buco nero della prigionia), il convegno è entrato nel cuore della crudele repressione da parte della Giunta militare argentina. “Riapparire era forse più difficile che morire – ha ricordato -. Essere prescelti dall’esercito per tornare alla vita significava assolvere al durissimo compito di raccontare al mondo che cosa accadeva dentro le carceri. E in pochi allora credevano alle mie parole”. Tra coloro che costituivano la “maggioranza silenziosa”, che non poteva accettare una simile verità, c’era anche Sonia Belforte, una cittadina argentina che ha voluto testimoniare il suo percorso di presa di coscienza. Emigrata in Italia, a Torino, Sonia non credeva alle accuse lanciate dalle madres di Plaza de Mayo: solo di fronte allo spettacolo di Assemblea Teatro “Mas de mil jueves”, ha deciso di affrontare fino in fondo la realtà del proprio paese, documentandosi e mettendo in dubbio le proprie certezze.
Sergio Dal Farra, italo-argentino, ha portato la sua storia di giovane militante salvato grazie al coraggioso intervento di un funzionario dell’Ambasciata italiana, dove ha vissuto per due mesi: “Figlio di partigiano, mi sono sentito in dovere di ribellarmi al golpe, ma ho pagato quasi con la vita il mio gesto”.
Il fotoreporter Giancarlo Ceraudo si è rivolto invece soprattutto agli studenti per spiegare l’inchiesta giornalistica con la quale ha svelato al mondo le tratte esatte dei “voli della morte” fotografando gli aerei protagonisti di quei terribili viaggi. Il suo reportage è oggi un documentario.
Il rappresentante dell’Ambasciata argentina per i diritti umani Carlos Cherniak si è fatto portavoce della nuova campagna per l’identità voluta dal governo argentino in Italia. I figli di donne desaparecide fatte partorire in carcere e poi uccise sono stati oggetto di un’importante ricerca portata avanti in questi anni dalle abuelas argentine. A oggi ne sono stati ritrovati centosei, ma 394 mancano ancora all’appello. La repubblica argentina, consapevole dei forti legami internazionali della Giunta militare con alcuni paesi europei tra i quali l’Italia, ha deciso di estendere la ricerca anche nel nostro Stato attraverso una forte campagna di sensibilizzazione già presentata a Torino e a Roma con Assemblea Teatro. Cherniak ha richiesto al Ministero l’apertura degli archivi di Stato per individuare le possibili connivenze nel nostro paese con la Giunta militare argentina.

Ospite d’onore di tutto l’incontro: Taty Almeida, che con il fazzoletto ben legato in testa, 82 anni compiuti, continua a viaggiare per raccontare la storia di suo figlio Alejandro e di tutti i figli desaparecidos, per diffondere il messaggio delle associazioni per i diritti umani e per continuare a cercare giustizia.
Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha voluto chiudere personalmente questa emozionante mattinata, con parole sentite che testimoniano l’impegno del governo italiano nel campo dei diritti umani e in particolare nella riapertura di una terribile pagina come quella delle dittature sudamericane.

Vi invitiamo a leggere il discorso del Ministro, che compare all’indirizzo
http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2012/09/20120913_desaparesidos.htm
http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interventi/2012/09/20120914_InterventoMinistroTerzi.htm
troverete anche immagini e video interviste alla pagina
http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2012/09/20120913_desaparesidos.htm

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