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Un mese è passato

16 maggio, 2020 - 03:49

Oggi 16 maggio è un mese esatto che è mancato Luis e il dolore è ancora quello di ieri.

Una ferita che non rimargina, perché in più le condizioni imposte dalla pandemia ci hanno messo nell’impossibilità di celebrare degnamente un nostro percorso di omaggio e lutto.

Certo lo abbiamo ricordato in ogni occasione (impossibile non farlo), visto che resta sempre con noi. Lo abbiamo fatto coi librai di Portici di Carta, con Colti, con le Biblioteche Civiche, ma il nostro luogo è il teatro.

Sulla scena, dove lui amava stare con noi. Era stato studente di teatro con Victor Jara a Santiago del Cile, poi la rivoluzione di Unidad Popular e in seguito ancor più il golpe gli hanno mutato la vita e il suo mestiere è stato prima il detenuto poi l’esule, e quindi lo scrittore. Mestiere che ha fatto alla grande.

Per il teatro ero suo hermano, perché ero andato fino al suo Cile per essergli vicino a mangiare una sopa nella sua terra preferita, quella dove vorrà riposare, la Patagonia, il sud più sud del mondo. Mi voleva molto bene, proprio perché ero la parte di lui che non si era realizzata. Ero un regista teatrale impegnato nel sociale e attento ai diritti umani.

Era orgoglioso che dessi forma alle sue parole, il teatro mi diceva “le ossigena e gli dà vita”. Quella vita, la sua, che i tubi di ossigeno non hanno potuto salvare dall’infezione. Le sue reni e poi suoi polmoni hanno ceduto dopo un mese e mezzo. E allora per questo vorrei, avrei voluto da subito poter avere un teatro per raccontare di nuovo Lucho con le sue parole su di un palcoscenico. I miei attori avrebbero come sempre fatto salti mortali come tante altre volte hanno fatto per rappresentarlo, ma abbiamo avuto mani e bocca legati. Le sale sono chiuse e vige l’impossibilità di programmare alcunché. Glielo abbiamo promesso, glielo dobbiamo per ricambiare il suo affetto, la sua disponibilità, la sua umanità dolce nascosta dietro a quella corazza da orso apparentemente burbero, il suo amore vero.

Dateci tempo (non troppi mesi però), e lo faremo con lo stesso affetto di condivisione che gli hanno tributato con questo messaggio inviato a Carmen i suoi Amici del GAP.

Renzo Sicco

 

SEPULVEDA-16-A

 

 

Cara Carmen,

noi compagni del GAP, manifestiamo la nostra immensa tristezza per la dipartita, non immaginabile, del nostro compagno Luis.

Riconosciamo profondamente la sua solidarietà e dedizione per come, attraverso interviste e articoli, abbia fatto conoscere al mondo il valore e la lealtà di questo Gruppo di amici personali del quale lui è stato parte col nostro presidente Salvador Allende.

E per Luis, giacché “crediamo nei sogni”, proseguiremo nella memoria dell’utopia sociale.

Un abbraccio fraterno, Compagna, per Te e i Tuoi figli, da questo lontano Cile.

Venceremos

Bruno Serrano

per i compagni del GAP

 

 

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