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A LUCHO, 16 gennaio – RICORDANDO LUIS

16 maggio, 2020 - 03:49

Caro Luis,

non accade nulla di particolarmente bello, continuiamo a stare rinchiusi dentro agli steccati delle regole imposte contro la pandemia, ma il tempo scorre comunque veloce.

Oggi è un “nuovo 16” e sono passati già nove mesi da quando ci hai lasciati. Volevamo ricordarti con una nostra “festa” attraverso la rappresentazione nel nostro teatro, che speravamo aperto, della tua storia sulla Balena Bianca. Faremo silenzio. Il teatro non riapre e noi restiamo rinchiusi in casa.

In questo mese abbiamo però, grazie all’amore per gli animali e per l’affetto grande che per te ha sempre avuto Gisella Bein, raccolto tre tue storie di cani e le abbiamo unite a musiche col sapore del Sud, quello che ti piace molto sempre, e le abbiamo lanciate nel web. Lo abbiamo fatto in tuo omaggio ma anche per D’Artagnan, il tuo fedele amico a quattro zampe.

Inutile dirti quanto ci manchi in questi giorni e in queste ore così difficili. Per fortuna la prossima settimana, per riunirci a te, ci vengono incontro l’amico Bruno Arpaia e il tuo editore Luigi Brioschi, confezionando un libro su di te.

Ci aiuterà a ritrovarti nelle tue tante sfaccettature di scrittore, narratore, giornalista passionario, amico… in una sola parola: uomo. Ci aiuterà, come tu volevi, a riafferrare tanti sogni e a non dimenticarli

Renzo Sicco

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***

 

 

Il 16 novembre sono dunque sette mesi da quando è scomparso Lucho.

Altri mesi e siamo precipitati in una nuova onda di Covid.

Così, molti altri dopo di lui se ne vanno.

Ed è triste verificare che non abbiamo saputo confinare una pandemia.

Tutto si è ulteriormente rabbuiato, le giornate sono più corte e vuote, prive di prospettiva che nessuno riesce ad intravedere.

Ci stiamo attrezzando forse a convivere con il virus perché ci rendiamo conto che non sarà facile sconfiggerlo. Tutto è illusorio. Lo è l’arrivo rapido di un vaccino con la sua eventuale rapida somministrazione.

Questo quando oggi per gli anziani non ci sono neppure le dosi del vaccino antinfluenzale, oramai medicalizzato da tempo, figuriamoci quello contro il coronavirus, che per la sua distribuzione e conservazione necessità di speciali trasporti e strutture frigorifero. Dunque, l’ombra è forte e il buio avanza. Davanti non abbiamo l’estate ma un lungo inverno.

In tutto questo teatri, cinema, musei, biblioteche, luoghi di cultura, sono tornati a chiudersi.

La gente è sempre più sola.

In tutto questo la nostra tenacia ci ha fatto aprire per una decina di giorni la mostra per il ricordo di Luis. Per me è stato bello allestirla perché è stato in qualche modo, anche se breve, un personale congedo da Lucho, l’Amico “Hermano”. Ma lo è stato altresì per molti dei visitatori che hanno riaperto le pagine dei suoi libri. Testi coraggiosi forgiati dentro il buio della dittatura, dell’esilio, del crollo della speranza per un Paese migliore ma sempre carichi di resistenza, coraggio, tenacia, tutto quello che ci serve oggi.

Sono stati e restano un faro, una luce. Per questo, anche se fuori dal Mausoleo chiuso anch’esso per il nuovo lockdown, continuiamo a leggerli nei nostri social.

Lo facciamo per noi perché farlo ci aiuta a sentirci vivi e lo facciamo per voi perché a tutti serve una zattera o almeno un salvagente. Ve lo lanciamo via internet sui nostri social. Ci trovate su Facebook, Instagram e sul nostro sito assembleateatro.com.

Continuiamo questo filo di respiro e suono delle parole, poi avremo fame e volontà per lanciare nuove idee e proposte. Non pieghiamoci, non perdetevi.

Vi siamo vicini!

Renzo Sicco

 

Luis SETTE 2

 

Oggi, 16 ottobre, sono sei mesi esatti che è mancato Luis e il dolore è ancora uguale a quello di ieri.

Una ferita che non rimargina, anche se adesso abbiamo potuto iniziare a celebrare degnamente un nostro percorso di omaggio e lutto.

Lo abbiamo ricordato in ogni occasione (impossibile non farlo), visto che resta sempre con noi. Lo abbiamo fatto coi librai di Portici di Carta, con Colti, con le Biblioteche Civiche, ma il nostro luogo è il teatro.

Adesso, dopo sei mesi siamo riusciti ad omaggiarlo anche sulla scena, dove lui amava stare con noi. Era stato studente di teatro con Victor Jara a Santiago del Cile, poi la rivoluzione di Unidad Popular e, in seguito, ancor più, il golpe gli hanno mutato la vita e il suo mestiere è stato prima il detenuto, poi l’esule e quindi lo scrittore. Mestiere che ha fatto alla grande.

Per il teatro ero suo hermano, perché ero andato fino al suo Cile per essergli vicino a mangiare una sopa nella sua terra preferita, quella Patagonia dove vorrà riposare, il sud più sud del mondo. Mi voleva molto bene, proprio perché ero la parte di lui che non si era realizzata. Ero un regista teatrale impegnato nel sociale e attento ai diritti umani.

Era orgoglioso che dessi forma alle sue parole, il teatro mi diceva “le ossigena e gli dà vita”. Quella vita, la sua, che i tubi di ossigeno non hanno potuto salvare dall’infezione. Le sue reni e poi suoi polmoni hanno ceduto dopo un mese e mezzo. E allora per questo vorrei, avrei voluto da subito poter avere un teatro per raccontare di nuovo Lucho, con le sue parole, su di un palcoscenico. I miei attori avrebbero come sempre fatto salti mortali come tante altre volte hanno fatto per rappresentarlo, ma abbiamo avuto mani e bocca legati. Le sale erano chiuse e vigeva l’impossibilità di programmare alcunché. Glielo abbiamo promesso, glielo dobbiamo per ricambiare il suo affetto, la sua disponibilità, la sua umanità dolce nascosta dietro a quella corazza da orso apparentemente burbero, il suo amore vero. Ora possiamo farlo e suoi testi sono programmati ancora.

E poi ci siamo e ci saremo nei prossimi mesi.

Renzo Sicco

 

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Cara Carmen,

noi compagni del GAP, manifestiamo la nostra immensa tristezza per la dipartita, non immaginabile, del nostro compagno Luis.

Riconosciamo profondamente la sua solidarietà e dedizione per come, attraverso interviste e articoli, abbia fatto conoscere al mondo il valore e la lealtà di questo Gruppo di amici personali del quale lui è stato parte col nostro presidente Salvador Allende.

E per Luis, giacché “crediamo nei sogni”, proseguiremo nella memoria dell’utopia sociale.

Un abbraccio fraterno, Compagna, per Te e i Tuoi figli, da questo lontano Cile.

Venceremos

Bruno Serrano

per i compagni del GAP

 

 

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Dal nostro archivio:

È morto Luis – IL NOSTRO RICORDO

 

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