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Sarà una bella società fondata sulla libertà

23 novembre, 2017 - 21:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino

voce narrante e musiche di Shel Shapiro

con la partecipazione di Daniele Ivaldi (chitarra) e Gabriele Bernardi (tastiera)


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Un racconto lungo mezzo secolo.
Pochi si possono permettersi di farlo.
Assemblea Teatro e Shel Shapiro tra questi.
Renzo Sicco incontra sulla scena l’idolo della sua adolescenza.
“Ascoltavo i Rokes alla radio e registravo le loro canzoni sul nastro di un gelosino, un registratore a bobina degli anni ‘60”.
Oggi con Shel condivido un’identica storia, quella che ci vede sui palcoscenici del mondo da 10 lustri.
Possiamo raccontare le stesse passioni, gli incontri, le emozioni e il coraggio che tanti personaggi che hanno attraversato questo ultimo mezzo secolo ci hanno trasmesso.
Shel in compagnia del fedele Daniele Ivaldi alle chitarre e dal giovane Gabriele Bernardi alle testiere canta anche.

Io, per Vostra fortuna, no!!!

 Renzo Sicco

 

La stagione al Teatro Agnelli, che celebra i 50 anni di Assemblea Teatro, parte con un amico e musicista, che come la compagnia torinese, ha attraversato e vissuto sulla scena, mezzo secolo di storia.

Raccontare alcune generazioni, con lo strumento popolare delle canzoni, e con la voce e il volto di un protagonista che si presenta sul palcoscenico a evocare una storia con la sua stessa presenza: la voce, la chitarra, l’immagine anche fisica di Shel Shapiro rappresentano un esercizio mentale irresistibile, che serve per recuperare il clima di un’epoca, lo spirito del tempo, l’intera psicologia di chi ha attraversato i decenni dai primi anni Sessanta in poi.

Già, i Sessanta sono un decennio “seminale”, in cui sembra essersi concentrata una creatività, una energia sociale, ma anche intellettuale, culturale, comportamentale, davvero irripetibile. Se pensiamo all’America di Bob Dylan, a una voce mai sentita prima che annuncia il tempo nuovo, abbiamo una fotografia suggestiva del cambiamento. Ma prima dobbiamo avvertire anche l’eco delle canzoni e del surf dei Beach Boys, e subito dopo gettare uno sguardo sull’epoca in cui i festival e i grandi raduni raccolgono il mondo giovane, i beatnik, gli hippie, a Newport come a Woodstock. Peace and Love, pace e amore, nel fango di Woodstock. E qualche anno prima la ballata elettrica e dolente di Dylan, «a hard rain’s gonna fall».

È la grande società che richiama inesorabilmente le note di The Way we Were, Barbra Streisand e Robert Redford come campioni ancora ingenui della rivoluzione democratica, quando non eravamo così cinici, e la politica era una speranza. Ma nello stesso tempo dobbiamo anche pensare all’Europa e all’Italia di allora. All’Inghilterra delle “cavern”, in cui emergono i “complessi”, oggi diremmo le “band”, che trasformano radicalmente il modo di fare musica e di stare insieme. Nell’immaginario musicale esplode il suono distorto del riff di Satisfaction, i Beatles impongono una specie di rivoluzione, in cui si sperimenta tutto. E intorno a loro, ai fondatori della musica nuova, si affollano i grandi epigoni, gli eredi del blues, gli Animals di Eric Burdon, i Them, gli Who e in Italia i Rokes di Shel Shapiro di fianco ai Nomadi, i Corvi all’Equipe 84.

 

3 Responses to : Sarà una bella società fondata sulla libertà

  1. Franca Lumello says:

    Parteciperò, e mi immergerò in quell’epoca che già ho vissuta, purtroppo ancora bambina, ma che grazie a Shel avrò modo di rivivere adesso in modo più consapevole.

  2. Andrea says:

    Vorrei prenotare un posto. Come si fa?

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