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Scenario
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Associazione Scenario
L’Associazione Scenario è nata nel 1987, con lo scopo di promuovere e valorizzare la cultura teatrale con particolare riferimento alle esperienze di nuova drammaturgia portate avanti dai giovani artisti di teatro.
Per realizzare i suoi scopi, l’Associazione ha dato vita a una rete di progetti attiva sul territorio nazionale, individuando nel rapporto fra le generazioni e nella trasmissione dell’esperienza i fondamenti per la vitalità e lo sviluppo della cultura teatrale.
Negli anni l’Associazione ha raccolto nuove adesioni, fino a contare attualmente 40 SOCI, ossia compagnie e centri teatrali ampiamente distribuiti sul territorio nazionale e appartenenti in particolare all’ambito dell’innovazione (storicamente rappresentato dalle aree del "teatro ragazzi" e della "ricerca").
www.associazionescenario.it
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Il premio
Premio Scenario è un appuntamento biennale dedicato a tutti gli amanti del teatro, purché sotto i 35 anni, che vogliano scommettere su sé stessi: pensare un progetto, presentarlo, se selezionati portarlo in finale per provare a entrare nella GENERAZIONE SCENARIO. Da alcuni anni al Premio Scenario si sono affiancati il Premio Ustica (dedicato al teatro di impegno civile e indetto contemporaneamente al Premio) e ScenarioInfanzia, a testimonianza dell’importanza e della vitalità del teatro ragazzi nel panorama teatrale italiano.
Commissioni locali analizzano i progetti (nell’edizione 2008/2009 310 progetti per 11 commissioni): alcuni fra questi, 44, passano alle semifinali, quindi 12 vanno alle finali di Sant’Arcangelo di Romagna. Simile il percorso dell’infanzia. Accanto ad alcune sovvenzioni, ogni gruppo si autotassa annualmente di una quota necessaria a garantire i premi e il lavoro dell’Associazione. Inoltre, le compagnie forniscono, secondo i propri mezzi e possibilità, gli spazi per incontri, selezioni e spettacoli. Infine, ci si propone di inserire nei rispettivi cartelloni - sempre in linea con la programmazione annuale - i gruppi vincitori offrendo ai giovani talenti un circuito libero per farsi conoscere.
Scenario rappresenta nel panorama italiano un premio anomalo: non propone semplicemente un vincitore, ma una rosa composta anche da altri tre lavori che vanno a comporre la GENERAZIONE SCENARIO. 4 spettacoli rappresentativi della contemporaneità e di un modo di interpretare e fare teatro di ricerca. Perché la sperimentazione, intesa come possibilità di aprire piste non battute, è giovane.
Per i soci, i commissari, un luogo inedito dove ritrovarsi costantemente a parlare di teatro: non una vetrina, non un luogo di giudizio e scambio. Uno spazio anomalo in cui scrutare, osservare, SCOMMETTERE sui progetti e sul futuro dei linguaggi teatrali.
Grande libertà che ci si concede sin dalle commissioni iniziali: l’errore, la consapevolezza di poter sbagliare. Ogni gruppo ha a disposizione 5 minuti per “fare teatro” e 15 per raccontare cosa sarà il suo spettacolo. Cinque minuti possono essere la parte migliore come quella peggiore di una nuova idea: abili “oratori” possono convincere meglio di ragazzi più impacciati anche se forse più bravi. Per i commissari, quindi, il dovere di guardare sempre un po’ oltre, provare a immaginare anche quando non pienamente convinti…. Da qui l’invito (forse sembrerà banale, ma davvero sincero) ad andare sempre avanti, portare fino in fondo le proprie idee per poterne scoprire comunque i risultati…
Altro elemento necessario, l’assoluta originalità dei progetti. Capita più volte che questa “postilla” venga tralasciata. Compito dei soci dislocati un po’ su tutto il territorio nazionale è anche quello di “guardare” tanto teatro, al fine di accorgersi di possibili errori.
Il bello dell’incontro
Incontrare 28 gruppi in due giorni serrati di lavoro significa affrontare un vero e proprio tour de force. Tanti linguaggi differenti, idee più o meno chiare, grandi doti e, a volte, solamente grandi propositi. Soprattutto significa ascoltare, non solo ciò che i ragazzi presentano, ma anche ciò che sentono. In questa tornata torinese (13/14 gennaio ‘09), forte è emerso lo sgomento, lo sconforto verso la realtà in cui viviamo: la classe politica in cui non ci si riconosce assolutamente, il Paese che sembra galleggiare senza senso sociale né civico. I “giovani” scrivono allora della volontà di creare una realtà fittizia, grazie al teatro, una realtà a misura in cui fuggire. Proprio in questo consiste la lezione più profonda di letteratura, economia e scienza (hanno partecipato non solo umanisti, ma anche dottori in economia e medicina), psicologia e storia. La risposta al presente è un teatro meno di narrazione, più spesso fisico, di figura, che ricerca suggestioni attraverso diversi linguaggi. Le risposte non risultano però sempre chiare, o meglio, troppe restano difficili da decifrare perché scritte in modo assai complicato, o semplicemente perché non facilmente realizzabili. Anche per queste, rimane comunque il tentativo di dire, di parlare del mondo, senza restare passivamente a guardare.
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