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PREGHIERA - in ricordo della Thyssenkrupp
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Viviamo il tempo della memoria corta, come lo chiama Edoardo Galeano “il secolo del vento”, dove anche fatti dolorosi e intensi che ci colpiscono e commuovono si stemperano velocemente nel frastuono quotidiano di notizie e informazioni.
Il dramma della Thyssenkrupp il 6 dicembre 2007 a Torino ha lasciato sette vittime. Una scia di morti successive, prima Antonio, poi Roberto, Angelo, Bruno, poi ancora Rocco e Rosario. Infine, il 30 dicembre, Giuseppe, per tutti gli amici semplicemente Maso.
La Città ha fatto silenzio anche a Capodanno, giacché lo stillicidio durato quasi un mese è entrato con forza nella testa di tutti, ha rallentato la velocità abitudinaria. Prima ha scioccato riportando alla ribalta l’esistenza di un soggetto inusuale, dimenticato, quale quello operaio. Poi ha messo in moto ragionamenti sulle disparità, sulla necessità del lavoro tra i giovani ma soprattutto sulla necessità di un lavoro sicuro, in cui non doversi giocare la vita.
Per non dimenticare quanto accaduto, per continuare a pensare, per non interrompere le riflessioni di quelle ore chiedemmo all’amico scrittore, ex operaio Fiat, proprio a Torino, Erri De Luca, una “preghiera” con la quale aprire le nostre rappresentazioni a Torino nel 2008.
Preghiera
"La morte è giusta,dice un poeta persiano,
ha la stessa maestà colpendo il povero e lo scià.
Hashìm perchè ti meravigli?
Non hai mai sentito parlare di uno scià
morto schiacciato in una stiva di carbone?":
Questi versi appartengono a Nazim Hikmet, poeta turco del 1900. Raccontano di un amico perduto in uno dei tanti posti di decimazione operaia. Non è una guerra nè un fronte ,ma peggio: è l'obbligo quotidiano di attraversare un campo minato. Non si indossa l'uniforme ma una tuta e si va allo sbaraglio del giorno.
Come quelli spediti in guerre remote, nessuno di loro è figlio di parlamentari.
Un tempo,anni 70, quei corpi salariati si strinsero in forza di classe. Diminuirono le perdite, i caduti nelle imboscate dei lavori a rischio. Si ottenne il sabato festivo,la protezione contro le lavorazioni nocive.Anni di piombo? Anni in cui fu tolto il piombo dai polmoni degli operai. Anni di dignità del lavoro salariato, di rottura della tirannia sulla vita e la salute. E' stato fatto di tutto e con successo per cancellare le conquiste civili di quegli anni.
"Perchè la morte sia giusta
bisogna che anche la vita sia giusta".
E' così, Nazim Hikmet, è amen, verità.
Erri De Luca
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