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Speciale Argentina

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IL MONUMENTO PIÙ GRANDE PER I DESAPARECIDOS


Alla presenza di centinaia di persone il presidente Néstor Kirchner, accompagnato dalla moglie e presidente eletto Cristina Fernandez, ha inaugurato ieri a Buenos Aires il più grande monumento alla memoria dei desaparecidos. Si trova nel Parque de la Memoria, sulle rive del Rio de la Plata, nelle cui acque furono gettati, ancora vivi, migliaia di argentini vittime della dittatura.
Il monumento, disegnato dall'architetto Alberto Varas e selezionato tra oltre 400 progetti, è costituito da quattro pareti zigzaganti che scendono verso il fiume e che sono state costruite con 30mila mattoni di porfido della Patagonia; su 8917 blocchi ci sono i nomi dei desaparecidos ufficiali, anche se le organizzazioni dei diritti umani ritengono che la cifra vada almeno triplicata e per questo la Comisión Pro Monumento a las Víctimas del Terrorismo de Estado sta raccogliendo i nomi degli altri scomparsi per inciderli sulle pietre del memorial, il più grande dell'America Latina.
"Il monumento ricorda i desaparecidos dell'Argentina, di qualunque nazionalità, e gli argentini assassinati in altri Paesi con il Plan Cóndor. Ognuno di loro rappresenta una vita, una famiglia e un progetto troncato" ha detto il fotografo Marcelo Brodsky, uno degli animatori dell'iniziativa "Con questo memorial vogliamo inviare un messaggio all'America Latina e al mondo sulla necessità di preservare la memoria e cercare a verità".
Il discorso di Néstor Kirchner, che ha voluto caratterizzare la propria presidenza con la fine dell'impunità per i responsabili della dittatura, è stato molto emotivo: "E' un grande progresso. Non possiamo costruire niente sull'ingiustizia e la mancanza di memoria" ha spiegato, invitando la Giustizia Argentina a fare presto e a giudicare i militari non ancora passati nelle aule di giustizia: "Che ilpotere giudiziario si muova e noi argentini possiamo davvero vedere che l'impunità sta terminando" ha affermato il Presidente "quando saranno giudicati i responsabili della repressione illegale?" E al passaggio di un aereo che l'ha costretto a interrompere il suo discorso, ha ricordato "gli aerei che si muovevano in piena impunità, gettando i nostri fratelli al fiume... che non succeda mai più".
Ad ascoltarlo, anche centinaia di Mamme e Nonne di Plaza de Mayo

Tratto da http://rottasudovest.blog.lastampa.it



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