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Speciale Argentina

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LE MADRI HANNO ANCORA TANTA ENERGIA
Per trent'anni, ogni giovedì, hanno sfilato a Palza de Mayo per chiedere notizie e giustizia - per i loro cari desaparecids

Nel 1976 in Argentina si insediò una delle più atroci dittature militari, responsabile degli oltre 30.000 “desaparecidos”, gli scomparsi. Erano giovani, a volte ragazzi, militanti contro il regime militare ma anche semplici catechisti, volontari impegnati in attività sociali che si adoperavano per aiutare i poveri nelle “villas miseria”. Bastava un indizio insignificante, un nome in un’agenda di un sospettato per essere “chupado”, ovvero preso dai militari per poi sparire per sempre senza lasciare tracce.
Già nel 1977 le madri si recavano davanti al Congresso per chiedere al generale Videla, dove fossero i loro figli. Per questa semplice domanda una madre, Azucena Villaflor de Vincenti scomparve per sempre allungando l’elenco dei desaparecidos. Si costituì così il 30 aprile 1977 l’Associazione delle Madri di Plaza de Mayo. Ogni giovedì da quel giorno si ritrovano in Plaza de Mayo per ricordare i loro figli scomparsi.
Nel 1983 le Madri si divisero in due gruppi: Hebe de Bonafini guida la linea più “estremista”, pi c’è la Linea Fundadora di Nora Cortinas, più moderata.
Hanno divergenze sulle rivendicazioni e sui contenuti della lotta. La linea fundadora vuole sapere dove sono i loro figli, ottenere le riesumazioni, hanno accettato soldi dal governo Alfonsin come indennizzo. Il gruppo di Hebe de Bonafini ha invece rifiutato tutto questo. Non vuole né soldi né l’esumazione dei corpi, né gli omaggi postumi.
Quando Néstor Kirchner è stato eletto Presidente dell’Argentina nel 2003, sono state abolite le leggi cosiddette del “Punto finale” e della “Obbedienza dovuta” – che avevano consentito una immunità di fatto ai responsabili della repressione – e questo ha fatto sì che si riaprissero i processi contro i militari coinvolti in crimini contro l’umanità.
Oggi sempre più persone sopravvissute alla dittatura fanno riemergere i propri ricordi che hanno tenuto nascosti per anni perché troppo dolorosi, e così adesso nuovi processi contro militari argentini si aprono nel paese sudamericano.
Nonostante la volontà politica di fare i conti con il proprio passato, in Argentina però le forze armate hanno ancora molto potere. Il 18 dicembre 2006 è stato rapito Jorge Julio Lopez, testimone chiave contro il processo all’ex commissario di polizia di Buenos Aires Miguel Etchecolatz responsabile di 21 centri clandestini di detenzione. Lopez, sequestrato nel 1976 e sopravvissuto alla tortura e alla detenzione, trent’anni dopo avrebbe dovuto testimoniare ma a 77 anni si trova ad essere nuovamente desaparecido.
Le madri hanno ancora tanta energia.
“La sparizione dei nostri figli è l’eredità triste di questo paese fatto di povertà e abbandono. E’ stata cancellata una generazione di ragazzi intelligenti che avrebbero potuto mettere il loro entusiasmo al servizio del nostro paese per un futuro migliore”.

Tratto da un articolo di Federico Bastiani



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