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Una Finestra Sulle Valli
POETA DEI PERDENTI

“Nel paese dove il sole del buon Dio non da i suoi raggi...” è un indimenticabile verso che apre una canzone di oltre quarantanni fa. Da allora la poesia di Fabrizio De André, canzone dopo canzone, anno dopo anno, ha dipinto un’universo di dignità per gli umili, per gli sconfitti, non mancando altresì di fustigare gli arroganti tronfi di potere.
Da dieci anni ci manca Fabrizio, e pare ieri. Perché se il tempo corre e gli eventi si inseguono e superano l’un l’altro, alcune assenze rimangono presenze forti, intense, e quasi si rafforzano. Fabrizio De André tra queste.
Tutti abbiamo continuato ad ascoltare e a cantare le sue canzoni e, in questo cantare, a mantenere vivi col suo ricordo anche tutti i suoi indelebili personaggi da Bocca di Rosa al Malato di cuore, da Michè a Don Raffaè, da Marinella al Bombarolo.
Un campionario di perdenti che però, attraverso il segno poetico di Fabrizio, sono diventati nostri vicini, se non amici, in questi anni.
A dieci anni esatti dalla scomparsa di Faber, ecco allora alla Finestra sulle Valli quattro appuntamenti a riconfermare l’amore di diversi artisti capaci di ripercorrerne la poesia così come il gusto musicale, la profondità, l’intuito, la lucidità ma, su tutto, la grande immensa umanità.
Renzo Sicco
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Dieci anni fa, l’11 gennaio, moriva Fabrizio De Andrè, cantautore. Passato il momento di forte attenzione ed il doveroso omaggio nell’anniversario, Assemblea Teatro dedica al cantautore genovese un tempo più ampio attraverso una piccola stagione monografica. Quattro spettacoli, quattro storie, quattro differenti poetiche che lo raccontano, ripercorrendo il suo lavoro e offrendo le molte sfaccettature che ne hanno fatto un “poeta” universalmente amato.
Si va dalle origini, quelle delle strade di Genova, dei tanti personaggi che tutti conosciamo, dalle infinite storie che sono state riascoltate e riscritte da Annapaola Bardeloni (con fedele “infedeltà”). Il secondo atto porta in scena i vangeli apocrifi e la buona novella. Anche in questo De Andrè sapeva stupire: icona dei movimenti, seppe prendersi tempo e spazio per studiare e raccontare, a suo modo, Gesù e la religione. A marzo un omaggio a Cesare Pavese, a Fernanda Pivano e a Edgar Lee Masters. Infatti con Non al denaro, non all’amore né al cielo De Andrè portò al grande pubblico un pezzo fondamentale della letteratura americana, uno fra i testi che proprio dagli anni Settanta sarebbe divenuti un classico. Quarto e ultimo atto, la guerra cantata e i valori che nacquero dalla resistenza. Una serata in cui unire la canzone (anche quella di alcuni amici di Fabrizio, tra i quali Luigi Tenco e Ivano Fossati), la guerra di Piero, al lavoro di ricerca che da oltre due anni Assemblea Teatro svolge nelle valli di tutto il Piemonte raccogliendo storie di resistenza per narrare in modo nuovo la lotta per liberare l’Italia. Un omaggio al 25 aprile portato sul palco anche con la collaborazione dell’ANPI.
Innovativo, anarchico, dissacrante, controcorrente, quattro facce del poeta, quattro modi di raccontarlo e naturalmente cantarlo.
Info e prenotazioni - tel. 011 304 28 08
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Sabato 31 gennaio 2009 alle ore 21.00
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Otravez
TRABAZASK De André che raccontava le storie
di e con Annapaola Bardeloni, Nicola Calcagno, Stefan Gandolfo
e Stefan Gandolfo
Trabazask è canzone, è teatro, ma più di ogni altra cosa
è racconto.
Chi era “il pescatore”? Cosa biascicavano le beghine in chiesa pensando a “Bocca di Rosa”? Qual è il vero odore della “città vecchia”? Trabazask si è composto camminando in strade diverse, rubando note che arrivavano dalle finestre, passando notti insonni bevendo musica, tradendo con orgogliosa allegria le note e amando i colori che evocavano. Il risultato è musica e racconto popolare, strumenti a corde e voce solista alla maniera di De André.
ingresso unico 6 €
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Sabato 28 febbraio 2009 alle ore 21.00
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Tangram Teatro
LA BUONA NOVELLA
liberamente tratto dai Vangeli Apocrifi e da "La Buona Novella"
di Fabrizio De André
con Bruno Maria Ferraro, Paolo Cipriano, Valentina Mitola
musiche eseguite dal vivo dai Supershock
La parola e la musica. Elementi che incontrandosi acquistano forza, raccontano, evocano, scavano solchi profondi, curano ferite. Ma quando nel Protovangelo di Giacomo, Giuseppe si accorge che il mondo intorno a lui si è fermato, gli uomini, gli animali, il vento sono immobili in un fermo immagine ante-litteram di straordinaria bellezza ed efficacia cinematografica, in quel momento non c'è parola, non c'è suono, non c'è musica. La nascita del Messia è l'inizio del mondo nuovo, nulla, dopo, sarà più come prima.
ingresso unico 6 €
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Sabato 21 marzo 2009 alle ore 21.00
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Assemblea Teatro / KhoraKhané
NON AL DENARO, NON ALL’AMORE, NE’ AL CIELO
testi di Edgar Lee Masters, Fabrizio De André
e Gabriele Romagnoli
con Gisella Bein
regia di Renzo Sicco
1999-2009. Dieci anni dalla morte di Fabrizio De André. 1979-2009. Trent’anni dalla riscrittura dell’Antologia di Spoon River, realizzata a quattro mani da Renzo Sicco e Fernanda Pivano. Inevitabile forse arrivare a questo nuovo lavoro che celebra la morte attraverso i poemi di Edgar Lee Masters. Le canzoni di Fabrizio De André, suonate ed arrangiate dai bravi Khorakhané, si uniscono alle nuove poesie di Gabriele Romagnoli, un campionario di epigrafi contemporanee scritte appositamente per dare attualità a questo omaggio.
ingresso unico 6 €
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Venerdì 24 aprile 2009 alle ore 21.00
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Le Malecorde
LA GUERRA DI PIERO
testi di Laura Pariani
con Giovanni Battaglino, Matteo Bagnasco, Marina Martianova, Paolo Mottura, Lucia Battaglino, Donato Stolfi, Luca Occelli, Andrea Castellini, Gisella Bein, Cristiana Voglino
musiche di Fabrizio De André
Le parole pacifiste di Boris Vian, Luigi Tenco, Ivano Fossati e soprattutto Fabrizio De André si uniscono al racconto “La guerra di Piero” scritto da Laura Pariani che narra la paura, la distruzione, la miseria e l’umiliazione dei deboli dentro la guerra cantati dal grande Fabrizio. Il lavoro musicale de Le Malecorde e il racconto del soldato Piero si uniscono, in questa vigilia del 25 aprile, alle pagine scritte dai partigiani nella lotta di liberazione dal nazifascismo
ingresso libero sino ad esaurimento posti
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