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Assemblea Teatro (Torino)
LA COSTITUZIONE IN DIECI COLORI
Autore: Renzo Sicco
Regia: Renzo Sicco, Lino Spadaro
Con: Andrea Castellini, Annapaola Bardeloni,
"Cos'è la Costituzione?
Perché la Costituzione é un testo importante? E' noioso leggere la Costituzione con la propria mamma? 0 si può scoprire che non solo é utile ma anche divertente! Andrea é un giovane adolescente e deve leggere per compito a casa la Costituzione. Lo fa... e non lo fa! Un po' legge e un po' ascolta musica a tutto volume. Finché rientra a casa "mami" e allora tutto cambia. Prima si abbassa il volume, poi si ricomincia a leggere ma anche a parlare, a fare esempi, a discutere, a confrontarsi. Insomma, con mamma la Costituzione diventa un testo vivo e molto interessante! Le parole diventano colori per disegnare i malanni o i potenziali della società e del mondo che gira attorno. Prima é la mamma a porre domande e ad offrire le risposte poi via via, anche "il piccolo" Andrea diventa "grande" e s’interroga, e interroga cercando nuove risposte. Insieme, mamma e Andrea, scoprono quanto la Costituzione, ancora oggi, a sessant'anni dalla sua scrittura, sia un testo “vivo”.
Assemblea Teatro, gruppo fra i più vitali del panorama italiano, porta con successo i suoi spettacoli in giro per l’Europa e per il mondo ottenendo ovunque significativi riconoscimenti. Opera a Torino dal 1967. In questi trent’anni per i suoi spettacoli e progetti, per l’attività di programmazione e ospitalità a Torino e in regione, per il rapporto professionale con il mondo della scuola nell’attività di formazione teatrale, Assemblea Teatro si è qualificata in Piemonte e in Italia come uno dei poli di riferimento nella promozione, produzione e ricerca del teatro per l’infanzia e la gioventù. Con i suoi spettacoli presenti nelle più importanti rassegne nazionali ed estere, ha sviluppato una ricerca teatrale tesa sia verso un teatro d’autore e d’attore che verso il teatro musicale d’immagine e movimento. Dal giugno 2005 Assemblea Teatro è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali quale Teatro Stabile di Innovazione per la Ricerca e la Sperimentazione.
Fascia di pubblico: Scuola Secondaria di I grado
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Quelli di Grock (Milano)
IO ME NE FREGO! - uno spettacolo sul bullismo
Di: Valeria Cavalli
Regia: Valeria Cavalli, Claudio Intropido
Con: Andrea Battistella, Antonio Brugnano
Scene e luci: Claudio Intropido
Musiche originali: Gipo Gurrado
Fotografia e proiezioni: Zoe Vincenti
Consulenza scientifica: Nicola Iannaccone
in collaborazione con Servizio Famiglia Infanzia Età Evolutiva - ASL Città di Milano
Io me ne frego! è una storia che narra l’amicizia di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro. Biglia, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbrutimento che, lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, s’incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare. Ma ad un certo punto Biglia, il sottomesso, trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.
In molte scuole, in molti centri d’aggregazione giovanile, spadroneggia indisturbato e spesso incoraggiato il bullo, un ragazzo o una ragazza che attraverso la violenza fisica e verbale, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, esercita il suo potere prevaricando i più deboli, umiliandoli, deridendoli e commettendo atti che ledono la dignità dell’individuo.
Quelli di Grock, compagnia teatrale da sempre molto attenta al mondo dei più giovani, ha voluto concepire il proprio contributo utilizzando il linguaggio che le è più consono, quello teatrale. Dal palcoscenico i gesti e le parole arrivano diretti al cuore dello spettatore, coinvolgendo anche i più timidi e stimolando il desiderio di confrontarsi direttamente con il problema, di porre delle domande alla ricerca di risposte reali.
L’obiettivo è stato la realizzazione di uno spettacolo chiaro, diretto, senza facile retorica né moralismi d’alcun genere, lontano da cliché televisivi o semplificazioni. Il linguaggio è sobrio, attuale, ispirato ma non condizionato dallo slang “giovanilistico”; la musica, i cui motivi sono influenzati da quella ascoltata dalle nuove generazioni, è una composizione originale, una sorta di partitura sonora elaborata sulle azioni e parole dei protagonisti.
Fondata nel 1976, la cooperativa Quelli di Grock, trova una collocazione sempre meglio definita nel panorama teatrale italiano. Accanto alle produzioni per ragazzi di tutte le età, alla gestione e organizzazione di una rassegna annuale per l'infanzia "Il paese dei balocchi" si sono affiancati gli allestimenti per adulti. Questo riconferma un impegno a tutto tondo nell'affrontare un tipo di teatro diverso, la promozione di drammaturgie lontane dagli schemi tradizionali cercando di avvicinare il pubblico a forme espressive alternative e il desiderio di creare un interlocutore diverso, fin dall'infanzia, attento e non scettico, maturo e pronto ad accettare nuovi linguaggi e nuovi modelli.
Fascia di pubblico: Scuola Secondaria di I grado
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Teatro dell’Archivolto (Genova)
IL RAZZISMO SPIEGATO A LUCIA
conferenza-spettacolo liberamente tratta dal libro di Tahar Ben Jelloun
Drammaturgia e regia: Giorgio Scaramuzzino
Con: Federico Vanni
Costumi: Lorenza Gioberti
Partendo dal celebre libro di Tahar Ben Jelloun, lo spettacolo vuole parlare in modo semplice e diretto di razzismo. Che cosa è il razzismo? Come e dove si palesa? Ma io sono razzista? A queste e a altre domande, comuni soprattutto in età adolescenziale, “Il razzismo spiegato a Lucia” cerca di dare una risposta. Per riuscire meglio a entrare in contatto con un pubblico giovane, si è scelto di raccontare tante piccole e significative storie: Iussuf, un ragazzo marocchino emigrato a Parigi specialista in cous-cous, Modu un venditore senegalese che gira le spiagge italiane, Olindo Pantaleo un arzillo signore ottantenne di Mola provincia di Bari, e tante altri racconti curiosi. Un monologo vivace, divertente, per lottare contro luoghi comuni, frasi fatte, stereotipi che spesso fanno parte del nostro linguaggio quando proviamo a parlare di razzismo soprattutto ai giovani
Il Teatro dell'Archivolto è una realtà ormai consolidata nel panorama teatrale italiano; significativo e prestigioso in questo senso è perciò il riconoscimento che la compagnia ha ottenuto quest'anno dal Dipartimento dello Spettacolo: l'Archivolto è oggi diventato Teatro Stabile d’Innovazione. Una qualifica di grande importanza per il lavoro e per la struttura, da sempre impegnata al rinnovamento delle forme e degli stili del narrare e attenta alle molteplici possibilità espressive del linguaggio teatrale. È questo il modo di confrontarsi con l'oggi, di perpetuare il gioco che permette di entrare, ogni volta, in una sorta di strano luna park, colorato e sconosciuto, eccitante e misterioso, dove ci attendono sorprese e inciampi, emozioni e paure ma da cui sentiamo di uscire ogni volta un po' più ricchi e un po' più vivi.
Fascia di pubblico: Scuola Secondaria di I grado
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Teatro in Fuga (Torino)
ALLOGGIO DI 3 METRI CON FINESTRA
Regia: Sandro Carboni
Con: Maria Cristina Arnodo, Sandro Carboni, Raffaella Giorcelli
Un recluso, un condannato, che ricordo ha della libertà?
Il suo punto di vista è scandito da orari, abitudini, stanze e cortili che non cambiano mai. I cuscini hanno sempre lo stesso odore, la cella è sempre più stretta, il tempo si dilata e si confonde. Una lunga condanna rende difficile la sospirata libertà, l’ultima notte è piena di incognite, i gesti quotidiani si amplificano nei minimi dettagli. Partendo dalla mancanza di spazio umanamente vivibile abbiamo buttato lo sguardo sulla meccanizzazione delle emozioni e dei gesti. Alloggio di tre metri con finestra è un piccolo spiraglio che ci permette di guardare all’interno del carcere attraverso i sentimenti e le paure dei reclusi. Abbiamo pensato al carcere come una sorta di “palazzo laboratorio” che modifica il comportamento dei suoi abitanti, esige una personalità comune che vuol prendere il sopravvento su tutto, ma qualcosa gli sfugge, i sentimenti degli inquilini sono difficilmente plasmabili. Un’ultima notte in carcere e la mancanza della persona amata sono gli spunti di questo lavoro, piccoli spaccati di vita che impregnano i muri del carcere, possono così “evadere” se condivisi da una comunità libera, non prigioniera.
L’Associazione Teatro in Fuga nasce nel 2002 dall’incontro di persone provenienti da esperienze diverse nei campi del Teatro e delle Arti Figurative. Il nome denota un interesse privilegiato per il teatro, in particolare il teatro di ricerca con radici nella commedia dell’arte e nella tradizione popolare.
Teatro in Fuga sta sviluppando progetti su testimonianze di persone comuni, sogni abbandonati che navigano e si espandono in spazi ben definiti: celle, cortili, il ring del pugile, stanze d’albergo, un luogo intimo che cerca risposte, un posto dignitoso ma senza compromessi, dove quotidianamente si cerca il contagio con gesti e parole, che stimolano la ricerca della nostra identità artistica, perennemente in fuga.
Fascia di pubblico: Scuola Secondaria di I grado
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Teatro delle Briciole (Parma)
SIAMO QUI RIUNITI O DELLA DEMOCRAZIA IMPERFETTA
Testo e regia Letizia Quintavalla, Bruno Stori
Con Bruno Stori
Musiche Alessandro Nidi
Consulenza storica Irene Di Jorio
Dopo il capitolo d’esordio de I grandi dittatori (2003), Siamo qui riuniti o della democrazia imperfetta è la seconda tappa del progetto, diretto da Bruno Stori e Letizia Quintavalla, di un teatro che parla ai ragazzi di politica in senso alto, con il rigore della ricerca storica e la profonda leggerezza del riso e dell’ironia. Condotto per mano dall’attore/guida in un ironico e istruttivo viaggio nel tempo che ha inizio dalla culla della democrazia, l’Atene di 2500 anni fa, il pubblico approderà sorpreso ad un oggi carico di contraddizioni e disuguaglianze. Scoprendo o riscoprendo le tante imperfezioni, le storture, i camuffamenti delle democrazie del nostro tempo. Sarà curioso allora avvedersi di come la democrazia non sia una conquista acquisita, né d’altronde una sterile utopia, sia invece un tentativo in movimento, un’affascinante ipotesi di lavoro, una tensione ancora da agire. Tra i compagni di viaggio, un grazie particolare al greco Socrate, alla sua arte della parola come colloquio e percorso a due, come arricchimento interiore, di sé e dell’altro. E allo spagnolo Fernando Savater, che dopo Etica per un figlio ha gettato, con Politica per un figlio, uno sguardo ancora una volta acuto, penetrante, intenso sul rapporto tra generazioni.
Compagnia storica, inizia nel 1976 il suo percorso di ricerca e di lavoro. Attraverso una progettualità con precisi nuclei d’indagine poetica si rivolge a bambini ed adulti. Da sempre il Teatro delle Briciole ha nutrito una forte propensione per la musica, spinto dal desiderio di intrecciare due poetiche dai linguaggi vicini e contaminabili.
Fascia di pubblico: Scuola Secondaria di I grado
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Compagnia La Pulce – Associazione PKD (Mozzo – BG)
GIOVANI SPIRITI spettacolo sul consumo e l’abuso di sostanze alcoliche tra i giovani
Di e con: Filippo Arcelloni – Antonio Russo – Enzo Valeri Peruta
Negli ultimi anni è emerso con chiarezza l’abuso d’alcool da parte degli adolescenti. Ciò è facilitato dal basso costo e dall’idea di una possibile ed innocua “convivenza” con la dipendenza. L’informazione scarsa e inadeguata porta a sottovalutare i rischi fisici e psichici che ne derivano. Bere per facilitare le relazioni sociali, in particolare modo con l’altro sesso. Bere per divertirsi di più, per esagerare. Bere per sentirsi inseriti nel gruppo. Bere per imitazione. Bere per abitudine. Bere per noia. Abbiamo accettato la sfida di incontrare gli adolescenti nel loro mondo, con l’obiettivo di educare i giovanissimi ad un uso limitato e corretto delle bevande alcoliche, sviluppando in loro un senso critico verso il “bombardamento” mass-mediatico. Una trasmissione radiofonica con pubblico dal vivo, dal ritmo sostenuto, con uno stile ironico, a tratti quasi irriverente. Sempre col preciso intento di parlare chiaro ai ragazzi e indurli alla riflessione. All’interno di questo “contenitore”, accanto a dati significativi rivelati da ricerche nel settore e alla moltitudine d’informazioni sull’argomento (spesso contrastanti), trovano spazio momenti di comicità, personaggi al limite del credibile, sketch e pubblicità “regresso”. Ilarità e coinvolgimento diretto del pubblico si alternano a sospensioni cariche d’emozioni, per toccare gli ambiti in cui si manifestano maggiormente le problematiche alcol-correlate: le relazioni sentimentali, il rapporto con la famiglia, il lavoro, la guida d’automezzi o motocicli.
“Giovani Spiriti” è anche il nome del progetto di sensibilizzazione dei ragazzi sull’uso e abuso di sostanze alcoliche che vede la collaborazione dell’ASL della Provincia di Bergamo ed il SERT di Piacenza.
La compagnia teatrale La Pulce nasce nel 2004, dall'incontro di artisti con differenti esperienze teatrali. Elemento comune nelle produzioni e nelle scelte artistiche è l'attenzione alla società contemporanea, ai suoi aspetti e alle sue problematiche, e la ricerca di un linguaggio semplice ma non banale, ironico ma mai stupido. Obiettivo degli spettacoli è invitare il pubblico a riflettere facendolo sorridere, attraverso uno stile diretto ed efficace che riesca ad emozionare. Il percorso è arricchito dalle collaborazioni con registi di diversa formazione che militano nel circuito teatrale nazionale; ciò stimola la crescita artistica degli attori e favorisce l'evoluzione delle linee guida della compagnia.
Fascia di pubblico: Scuola Secondaria di I grado
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