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Assemblea Teatro
LA COSTITUZIONE IN DIECI COLORI
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“Cos’è la Costituzione? Perché la Costituzione è un testo importante? E’ noioso leggere la Costituzione con la propria mamma? O si può scoprire che non solo è utile ma anche divertente! Andrea è un giovane adolescente e deve leggere per “compito a casa” la Costituzione. Lo fa... e non lo fa! Un po’ legge… e un po’ ascolta musica a tutto volume. Finché rientra a casa “mà” e allora tutto cambia. Prima si abbassa il volume, poi si ricomincia a leggere ma anche a parlare, a fare esempi, a discutere, a confrontarsi. Insomma, con mamma la Costituzione diventa un testo vivo e interessante! Le parole diventano colori per disegnare i malanni o i potenziali della società e del mondo che gira attorno. Prima è la mamma a porre domande e ad offrire le risposte poi, via via, anche “il giovane” Andrea diventa “grande” e si interroga, e interroga cercando nuove risposte. Insieme, mamma e Andrea, scoprono quanto la Costituzione, ancora oggi, a sessant’anni dalla sua scrittura, sia un testo “vivo”.
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Quelli di Grock
IO ME NE FREGO
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Io me ne frego! è una storia che narra l’amicizia di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro. Biglia, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbruttimento che lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare. Ma ad un certo punto Biglia, il sottomesso, trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.
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Teatro dell’Archivolto
IL RAZZISMO SPIEGATO A LUCIA
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Che cosa è il razzismo? Come e dove si palesa? Ma io sono razzista? A queste e a altre domande, comuni soprattutto in età adolescenziale, “Il razzismo spiegato a Lucia” cerca di dare una risposta. Per riuscire meglio a entrare in contatto con un pubblico giovane, si è scelto di raccontare tante piccole e significative storie: Iussuf, un ragazzo marocchino emigrato a Parigi specialista in cous-cous, Modu un venditore senegalese che gira le spiagge italiane, Olindo Pantaleo un arzillo signore ottantenne di Mola provincia di Bari, e tante altri racconti curiosi. Un monologo vivace, divertente, per lottare contro luoghi comuni, frasi fatte, stereotipi che spesso fanno parte del nostro linguaggio quando proviamo a parlare di razzismo soprattutto ai giovani.
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Assemblea Teatro
L’ALBERO DI ANNA
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Anne era una ragazzina che come tanti altri ebrei fu costretta a nascondersi dai nazisti. Venne però scoperta con la sua famiglia e trasportata nei campi di concentramento. Ad Auschwitz si ammalò di tifo. Morì insieme alla sorella Margot a Bergen Belsen.L’unico a rimanere in vita fu il padre che con alcuni amici, che avevano aiutato la famiglia a nascondersi, riuscì a mettere insieme tutti gli appunti di vita di Anne. Nel 1947 venne così pubblicato “Il diario di Anna Frank”. In quelle pagine si racconta dell’enorme ippocastano vecchio di oltre 150 anni, cresciuto nel giardino di una casa sul canal Keizersgracht sui cui si affaccia l’alloggio segreto in cui si nascose la famiglia Frank. Amorevolmente descritto dalla piccola nel diario, rischia di essere abbattuto perché molto malato.
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Teatro in Fuga
ALLOGGIO DI 3 METRI CON FINESTRA
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Un recluso, un condannato, che ricordo ha della libertà?
Il suo punto di vista è scandito da orari, abitudini, stanze e cortili che non cambiano mai. I cuscini hanno sempre lo stesso odore, la cella è sempre più stretta, il tempo si dilata e si confonde. Una lunga condanna rende difficile la sospirata libertà, l’ultima notte è piena di incognite, i gesti quotidiani si amplificano nei minimi dettagli. Partendo dalla mancanza di spazio umanamente vivibile abbiamo buttato lo sguardo sulla meccanizzazione delle emozioni e dei gesti. Alloggio di tre metri con finestra è un piccolo spiraglio che ci permette di guardare all’interno del carcere attraverso i sentimenti e le paure dei reclusi. Un’ultima notte in carcere e la mancanza della persona amata sono gli spunti di questo lavoro, piccoli spaccati di vita che impregnano i muri del carcere, possono così “evadere” se condivisi da una comunità libera, non prigioniera.
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Assemblea Teatro
FILOSOFI A TEATRO – IL SIMPOSIO
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Perché fare filosofia a teatro? Per rispondere, per osservare, per capire domande e opinioni offerte da uno fra i più grandi filosofi della storia: Platone. L’idea, il trascendente, i dialoghi letti e interpretati per offrire un nuovo spunto, una nuova discussione. Un modo altro per approcciarsi ad una fra le materie più ermetiche ed interessanti della storia dell’uomo, con l’importante senso di un luogo dove imparare “confrontandosi” con voce e idee d’attori che si possono ascoltare o meno, ma che restano vivi a pochi metri dalla seggiola. Simposio, amore ed eros, è rivisitato attraverso le parole che Platone fece pronunciare al libero Socrate. Ed ecco che si insegna proprio il filosofo della ragione perché il teatro ha sicuramente la forza di trascinare le menti e di farle pensare, riflettere, in una società troppe volte piegata all’apparenza ed alla superficialità, una società che sembra dimenticare l’importanza del confronto.
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Supershock
METROPOLIS
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I Supershock, straordinario gruppo elettrico torinese, dopo aver sonorizzato per il Museo del Cinema di Torino il mitico Nosferatu e il Dottor Caligari, sviluppano con questo lavoro l’attenzione dedicata alle origini del cinema e di quello espressionista tedesco in particolare. La colonna sonora diventa parola contemporanea che ridà splendore ad una indimenticabile pellicola per l’occasione restaurata.
Tema del film lo sfruttamento del lavoro sull’uomo. Tema di estrema attualità dopo le tragiche morti alla Thissen Krupp di Torino e con il tragico bilancio degli incidenti sul lavoro e di morti bianche.
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Assemblea Teatro
POLVERE
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Nella cittadina goriziana di Monfalcone i cantieri navali sono state vere e proprie “macchine di morte” e sono responsabili, negli ultimi vent’anni, di qualcosa come duemila decessi: una tragedia destinata a consumarsi nel silenzio e che non intende concedere attimi di tregua se è vera la previsione secondo cui fino al 2020 si manterrà costante sul territorio il numero di morti per mesotelioma pleurico. Polvere è un coraggioso atto di denuncia verso il terribile crimine di un nemico invisibile: l’amianto. Lo spettacolo è stato inserito dalla Regione Friuli Venezia Giulia nella campagna “Amianto mai più” e dalla Regione Piemonte nella campagna “Sicuri di essere sicuri”. E’ stato anche rappresentato in più sedi del Politecnico di Torino e presso i comuni di Chivasso, Sesto San Giovanni e Casale Monferrato, toccati fortemente dal problema amianto.
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Teatro delle Briciole
SIAMO QUI RIUNITI
O DELLA DEMOCRAZIA IMPERFETTA
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Lo spettacolo parla ai ragazzi di politica in senso alto, con il rigore della ricerca storica e la profonda leggerezza del riso e dell’ironia. Ma di quale politica si tratta? Di quella illustrata dalla radice della parola, quella del senso etimologico, come la intendevano i greci: non la gestione della cosa pubblica o, peggio, del potere, ma l’essere o il saper diventare cittadini autentici, protagonisti attivi e critici del luogo abitato dagli uomini: la polis. Politoi quindi, uomini all’altezza dell’identità di animali sociali, destinati dalla natura a superare la dimensione individualistica per affrontare coraggiosamente il rapporto con l’altro. Quell’altro che nel presente è sempre più spesso qualcuno che viene da lontano, da altre polis, da altri mondi, così differenti per lingua e per cultura. E’ in questo orizzonte di senso che la politica è la protagonista assoluta di questo spettacolo.
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Assemblea Teatro
PIÙ DI MILLE GIOVEDÌ
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“Più di mille giovedì” è tratto da “Le irregolari”, libro giustamente famoso di Massimo Carlotto, documento vivo e straziato sui “desaparecidos” argentini e soprattutto sulla lotta delle loro madri che, ogni giovedì, e in numero sempre crescente, si radunavano in Plaza de Mayo a Buenos Aires, con la foto dei figli scomparsi appesa al collo. Una narrazione incrociata, la Madre mescola la propria voce con quella di altre madri per riportare alla memoria quel periodo cupo della storia argentina in cui gli oppositori del regime venivano presi, torturati e fatti sparire. I racconti sono agghiaccianti e le madri grandiose: con il coraggio dei deboli bussano alle porte del potere, cercano, si radunano, si organizzano, subiscono esse stesse persecuzioni e arresti, magari per opera di un infiltrato che ha il viso del bravo ragazzo e il cuore della iena. E qui - invenzione di Carlotto - arriva la descrizione della morte più atroce: quella di chi veniva buttato nelle acque dell’oceano da un aereo. Poiché nessuno ha potuto raccontare quel che accade in questo caso, ci prova uno scrittore: con pudore e con lucido sgomento
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Assemblea Teatro
PIÙ NIENTE AL MONDO
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Una poltrona avvolta nel cellophane in attesa di terminare il pagamento delle rate, una bottiglia quasi vuota di vermouth e una donna sfatta che attende un attimo di gloria, di visibilità, di riscatto per l'arrivo dei cronisti e della televisione.
Questa la scena del monologo "Più niente al mondo" di Massimo Carlotto, interpretato da un'intensa e drammatica Gisella Bein, che concentra nello sferzante incedere della parola la massa smisurata di informazioni e sensazioni provenienti dall'attuale disagio familiare che la crisi sociale insinua e riserva nel quotidiano italico vivere.
Un’indagine lucida e agghiacciante sull’avanzare delle neo-povertà e sulle inquietudini e violenze che producono.
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Compagnia La Pulce – Associazione PKD
GIOVANI SPIRITI
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Negli ultimi anni è emerso con chiarezza il fenomeno dell'abuso di alcool da parte degli adolescenti, facilitato dal basso costo e dall'idea di una possibile innocua convivenza. L'informazione, scarsa e inadeguata, porta a sottovalutare i rischi fisici e psichici che ne derivano. Bere per facilitare le relazioni sociali, bere per divertirsi di più, bere per sentirsi inseriti nel gruppo, bere per imitazione, bere per abitudine, bere per noia. Lo spettacolo è uno spunto per educare i giovanissimi all'uso corretto delle bevande alcoliche, usando uno stile ironico, dal ritmo sostenuto, a tratti quasi irriverente: la chiarezza e la vera informazione inducono spesso alla riflessione.
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