
VOCI DEI LUOGHI – gli spettacoli
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Accademia dei Folli
presenta
Voci dei Luoghi
MIRAVO ALLE STELLE
con
Enrico Dusio
Carlo Roncaglia
e con
Enrico De Lotto: contrabbasso
Vincenzo Novelli: chitarre
Giò Dimasi: percussioni
testo: Emiliano Poddi
musiche e arrangiamenti: Enrico De Lotto
regia di Carlo Roncaglia
Un uomo, isolato in una cascina, attende una telefonata. È un giovane partigiano e sta aspettando di entrare in azione… nel breve tempo di una notte gli passa davanti tutta la sua vita… i duri giorni da partigiano, l’arresto, il suo amore lontano, i suoi dubbi, le sue paure. È un viaggio toccante dove gli ideali e ogni tipo di retorica vengono, in qualche modo, posti in secondo piano rispetto all’Uomo, alla sua forza ed alla sua fragilità. Opposti che si scontrano e si incontrano; mentre fuori, la guerra e la dittatura imperversano e si impongono delle scelte, con le dolorose rinunce ch’esse, inevitabilmente, comportano.
Musiche, parole e storie che giungono da valli e uomini che, sessant'anni fa, costruirono il terreno da cui è nata la Repubblica Italiana. Un intenso lavoro di ricerca fra le pagine scritte negli anni di guerra, e successivamente quando era venuto il momento di ricostruire, ha portato alla luce scritti, ora struggenti ora colmi di coraggio, di uomini e donne che vissero la Resistenza in terra piemontese, tra Torino e le infinite valli montane e collinari delle Province di questa terra. Per parlarne ci si affida così ai diari degli eroi "sconosciuti" di montagna e alle lettere di autori di fama quali Primo Levi, Emanuele Artom. La drammaturgia attinge quindi a queste fonti per accorparle in un’unica emblematica piccola grande storia. Uno spettacolo in equilibrio tra musica e teatro.
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Assemblea Teatro
presenta
Voci di luoghi e memoria
ricerca ed elaborazione dei testi a cura di Alberto Dellacroce e Gisella Bein
drammaturgia di Renzo Sicco
in scena Gisella Bein, Marco Morellini, Angelo Scarafiotti, Andrea Castellini,
Luca Zanetti (fisarmonica)
tappeto musicale da Moby
regia di Renzo Sicco
I giorni della Resistenza sono sempre più lontani e per molti giovani i partigiani sono ormai, al massimo, dei simpatici ottantenni. Difficile poter credere che la maggioranza dei partigiani fosse composta proprio da giovanissimi.
Eppure dopo il ’40 per molti sedici/diciassettenni si trattò di scegliere: o finire nelle fila dell’esercito di Mussolini al fianco dell’invasore tedesco o con la renitenza alla leva scappare sulle montagne per entrare nella lotta partigiana. Erano tempi bui, freddi, poveri e dolorosi ed era giovane, anzi giovanissimo, chi doveva decidere. Erano giovanissimi quelli che sceglievano da un lato o dall’altro della barricata. Erano giovanissimi! A volte eroici, a volte, il più delle volte, scapestrati, incapaci, impreparati.
Per questo è giovanissimo Andrea Castellini, uno degli interpreti di questo spettacolo, per raccontare senza retorica alcune azioni, ingenuità, scelte accadute in ore e giorni che sono da conoscere perché fondanti il nostro vivere civile.
A Gisella Bein e Marco Morellini, due attori di lungo corso, il compito di far rivivere, come se parlassero adesso, gli uomini e le donne, illustri o comuni, che vissero quei mesi combattendo e resistendo nel sacrificio perché il paese tornasse libero. Accanto a loro ancora Angelo Scarafiotti.
Assemblea Teatro, dopo aver lavorato per anni con le parole preziose e autorevoli di Emanuele Artom, Ada Gobetti, Primo Levi, Bianca Guidetti Serra, Guido Ceronetti e Marina Jarre oggi mette in scena i testi e i ricordi raccolti nelle vallate alpine dove la resistenza è stata vissuta, anche e soprattutto, da uomini e donne semplici. Storie comuni ma di certo di valore non comune.
Alcuni brani sono tratti dai diari di Maria Rovano, Emanuele Bottazzi, Lucilla Jervis.
Si ringraziano la Biblioteca della Resistenza di Torre Pellice, la Biblioteca di Bagnolo Piemonte, la Proloco di Monterosso Grana, i Comuni di Cuorgnè, Sampeyre, Biella, l’ISTORETO (Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”)
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COMPAGNIA 3001
presenta
Voci dei Luoghi
UN FIORE PER LA LIBERTÀ
con Davide Gozzi, Valeria Gadaleta, Diego Casalis, Margherita Casalino
al canto Giovanna Mais
alla Tastiera Massimo Ilardo
luci Alexis doglio
ideazione e regia Margherita Casalino
Un ragazzo ed una ragazza innamorati, come tanti ,con i loro sogni e con la gioia di questo loro amore che li fa sentire forti ,invincibili ed allo stesso tempo gioiosi, come solo l’amore in età giovanile fa sentire.
Lei è felice perché pensa al loro futuro, al fatto che presto si sposeranno, faranno una famiglia che è quello che desidera di più. Però c’è un problema, un problema che non dipende da loro bensì dal periodo storico che stanno vivendo: c’è stato l’armistizio dell’8 settembre del ‘43 ed i nazisti appoggiati dai fascisti invadono i territori italiani. Inoltre nel febbraio ‘44 un bando prevedeva la pena di morte per i renitenti alla leva o disertori, questo fece sì che molti giovani piuttosto che arruolarsi nelle truppe fasciste preferirono passare alla lotta partigiana.
Questo è quello che capita al protagonista della nostra storia, deve rinunciare alla felicità dell’amore per dedicarsi alla guerra, la sua vita cambia radicalmente nell’arco di pochissimo tempo. Era studente, aveva un futuro abbastanza delineato ed invece le atrocità che stavano succedendo in quegli anni lo costringe a fare una scelta. Lui la fa ,solo che questa scelta lo porterà lontano dalla sua amata e da tutto quello che la vita gli aveva proposto fino a quel momento. Anche per lei la vita cambia, quello che aveva desiderato di più, una famiglia con colui che ama e che sembrava a portata di mano si allontana improvvisamente e non sa se mai tornerà.
Quando parliamo di partigiani pensiamo subito a persone anziane,da trattare con rispetto non solo per l’età ma anche per quello che sono per la Repubblica Italiana: degli eroi.
Ma spesso ci dimentichiamo che la Resistenza è avvenuta parecchi anni fa e che quelli che adesso vediamo come anziani allora erano giovani, giovanissimi ed hanno a volte sacrificato la loro vita per costruire il Paese in cui ora viviamo. Per questo è importante rispettare la Repubblica e ringraziare il sacrificio di quei tanti che hanno lottato per essa.
All’interno della cornice si snoderanno le letture di alcuni testi tratti dagli archivi storici della Resistenza, lettere ed altro materiale. Il tutto sarà inframmezzato da canzoni e brani musicali.
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Associazione Culturale Tékhné
presenta
R.Esistenza
Con : Serena Bavo, Daniele De Luca, Sara Fiorillo, Ivana Mesina, Elena Ruzza
Da un’idea di Serena Bavo
Drammaturgia Sara Fiorillo, Serena Bavo
Regia Fabio Palazzolo
Arrangiamenti e musiche Ale Bavo
Video e montaggio Fabio Palazzolo
Nella creazione di questo spettacolo si è voluto sia mantenere una stretto legame con la storia e i luoghi che saranno teatro della rappresentazione ( il primo intervento infatti sarà dedicato ad un avvenimento o a persone che hanno fatto la storia della Resistenza del Comune ospite e quindi sarà possibilmente differente per ognuna delle dieci date ) sia dare alla “Resistenza” una connotazione attuale.
Come può un giovane capire le motivazioni per le quali i ventenni del tempo decidessero di lasciare le famiglie, le case e il lavoro per combattere per un ideale, se non si spiega loro quali erano i sentimenti che spingevano queste donne e questi uomini a salire in montagna a combattere?
Cercando di estraniarci dalle motivazioni meramente politiche, il lavoro di drammaturgia ha scavato nei ricordi, negli odori e nelle sensazioni che provavano i Partigiani di quasi settant’anni fa creando un collegamento, laddove possibile, ai moti di resistenza che molti di noi vivono, anche nel loro piccolo, nel nostro tempo.
Un Cantastorie ci accompagna lungo tutto il percorso che partendo da fatti storici si sviluppa verso l’attualità più recente.
Alle donne è dedicato uno dei monologhi. Tratto da una testimonianza vera, di una donna che si presenta come ribelle, bandita, partigiana, racconta di come non fossero solo gli uomini ad impugnare le armi.
Il terzo monologo invece ci fa penetrare nei sentimenti veri che animavano i giovani di allora, le paure, le mancanze e il coraggio. Tratto da scritti di Fenoglio
Il quarto ed ultimo racconto è tratto da avvenimenti attuali. Scritto come un diario svelerà solo all’ultimo la fonte dalla quale è tratto in modo da rendere più evidente che anche oggi, come allora le motivazioni che ci spingono a reagire ad un sopruso, una dittatura o lottare per un diritto, non siano così differenti da quelle che animavano i nostri nonni.
La Resistenza è innata nell’uomo, dal primo momento in cui inizia a respirare. |