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Mas de mil jueves

14 maggio, 2016 - 21:30 Teatro da Vilarinha - Rua da Vilarinha, 1386 - Porto

tratto da “Le irregolari” di Massimo Carlotto

riduzione scenica di Massimo Carlotto

regia di Renzo Sicco e Lino Spadaro

con Annapaola Bardeloni

ringraziamo Claudia Facchini, Monica Fantini, Elisabetta Pogliani, Paola Zecca, Marco Pejrolo

che hanno collaborato dando voce ad alcuni personaggi

mùsica de Silvana Di Lorenzo y los Nocturnos, Gabriel Fauré, Alice, Matching Mole

A me piaceva ballare e sognare. Amavo mio marito, adoravo mia figlia. Amavo molto anche questo paese.

Con queste parole, dentro una stanza di una casa qualunque, Annapaola Bardeloni apre lo spettacolo forse più intenso della sua carriera di attrice. Impersonare una delle Madri di Plaza de Mayo non è facile: troppo crudele è il dramma di queste donne a cui sono stati strappati figli che non sono mai più riapparsi, che non hanno lasciato traccia, un segno, un corpo, una tomba su cui piangere.  E troppo vivo è quel dramma che coinvolge non solo quelle donne, non solo un paese, ma la coscienza del mondo civile, che non può fingere che si tratti di una storia di ordinaria follia. Troppe sono le implicazioni che inchiodano Istituzioni, Governi, la stessa Chiesa Cattolica alle loro responsabilità. Tutto questo e molto altro è Più di mille giovedì. E tutto questo e molto altro è il materiale che si è dovuto utilizzare nel mettere in scena questo lavoro, accompagnati dalla consapevolezza del fatto che la storia delle Madres de Plaza de Mayo è una ferita tuttora aperta, che è impossibile non tenere nella dovuta considerazione con tutto il rispetto verso chi ha dedicato la propria vita alla ricerca della verità e della giustizia.  Sulla base di questa convinzione e sostenuti da un testo coraggioso e poetico, è stato realizzato uno spettacolo di grande impatto emotivo.

La vicenda è quella di una Madre, ma è emblematica del dramma che tutte le donne di Plaza de Mayo hanno deciso di condividere, perché ciascuna di esse è madre di tutti i desaparecidos, in una commovente coralità che è stata la loro forza negli anni bui della dittatura.

Lo spettacolo, che ha debuttato nel luglio 2000, è stata la prima opera teatrale rappresentata presso la Camera dei Deputati nella Sala del Cenacolo e successivamente in Cile nel Museo della Memoria di Villa Grimaldi e in altri ex centri clandestini di detenzione a Cordoba, Rosario e La Plata in Argentina e per due volte nella stessa Plaza de Mayo a Buenos Aires.

Accade anche, alle volte, che il Teatro sappia confrontarsi con la Storia.

Da maggio 2015 la storia di questo spettacolo è documentata nel volume ORFANA DI FIGLIO di Claudiana Editore e raccoglie testi di Taty Almeida, Massimo Carlotto, Erri De Luca, Luis Sepúlveda e Renzo Sicco.

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