Informativa Cookie

Le rose di Atacama

25 gennaio, 2018 - 21:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino

dall’omonimo romanzo di Luis Sepúlveda
tradotto da Ilide Carmignani (Ugo Guanda Editore)
riduzione scenica e regia di Renzo Sicco
interpretato da Mattia Mariani, Silvia Nati
musiche eseguite da Daniele Li Bassi

Le rose di Atacama sono uno strano, meraviglioso spettacolo della natura che è possibile osservare intorno alla fine di marzo nel deserto di Atacama, a nord del Cile: in seguito ad una delle rarissime piogge un tappeto di rose di un colore brillante si distende sul deserto dando luogo ad uno scenario straordinario. Il fenomeno dura pochissime ore, finché il torrido sole del deserto dissolve e calcina le rose, che così concludono la loro breve vita.

Le Rose di Atacama assurgono dunque a metafora della possibilità di vita, di bellezza, di colore anche laddove le condizioni dell’esistenza sono più dure, più dolorose, più estreme.
Questa produzione di Assemblea Teatro, basata sul libro Le rose di Atacama (Guanda Editore) di Luis Sepùlveda cantore cileno delle gesta di piccoli uomini, che in forma corale rappresentano un mondo, un modo di essere, una maniera di vivere, di essere eroi. Le donne, gli uomini, persino i bambini rappresentati da Luis Sepùlveda sono come tessere di un grande puzzle di idee, di umanità, di una sensibilità spesso distante dalla nostra. Essi esprimono poeticamente alcune delle modalità per essere uomini nel mondo alla fine del mondo. Personaggi noti o sconosciuti,  Salvador Allende, e la sua integrità morale, il coraggio e la dignità di uomini e donne comuni, Victor Jara, cantore di amori e di lotte, la poesia che risiede talvolta nelle scelte di vita più semplici, la straordinarietà della vita stessa: sono storie, vicende di uomini e donne che si collocano al di fuori degli schemi, alcuni purtroppo ascritti “all’inventario delle perdite”. Sono storie dense di una palpabile umanità.
I personaggi tratteggiati con intensità da Mattia Mariani e Silvia Nati sono eroi della vita di tutti i giorni, e combattono con forza o si divertono con spirito, in una continua, dignitosa lotta per la sopravvivenza.
I personaggi delineati dalla regia asciutta di Sicco assurgono così a simboli della battaglia quotidiana che ciascuno deve combattere, in Cile come nel Mondo: ciò che viene rappresentato non è solo l’ennesima “storia lontana”, bensì una delle modalità di essere uomini, uno dei possibili modi di affermare la propria esistenza con dignità, con stupore, talvolta con amarezza.
In fondo, le rose che spuntano dalla sabbia nell’universo infuocato del deserto di Atacama per appassire dopo poche ore ci ricordano che spesso la vita non è che una stoica forma di resistenza… e anche narrare è resistere

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>