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La Gabbianella e il Gatto

27 marzo, 2019 - 10:00 Auditorium Arpino, via Bussoleno 50 - Collegno (TO)

Fascia d’età: dai 6 ai 10 anni

riduzione teatrale di Renzo Sicco e Gisella Bein
in scena Cristiana Voglino e Pietro Del Vecchio
illustrazioni Monica Calvi
musiche composte ed eseguite da Matteo Curallo
fonica Paolo Sicco
scenografie Francesco Iannello – Ovodesign
regia Renzo Sicco

Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, in un ultimo gesto affida il suo uovo ad un gatto grande e grosso di nome Zorba, strappandogli tre promesse: di non mangiarlo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro…
Luis Sepúlveda – attraverso una favola metafora – racconta con semplicità dell’uomo contemporaneo che, facendo male alla natura, finisce per far male a se stesso. Un uomo che sembra aver dimenticato i modi del vivere insieme. Lo racconta mescolando poesia, favola, denuncia, riflessione.
Così un gatto d’onore inizia un’avventura lunga quanto un libro, insieme a compagni coraggiosi, scimpanzè nevrotici, ed un’impaurita gabbianella. Luis Sepulveda, con la dolcezza di una favola, parla all’uomo, grande o piccolo che sia, gli rammenta i suoi doveri verso la natura, ma anche verso se stesso.
Per dare vita ad un racconto tanto particolare ingredienti semplici ma essenziali, un gioco d’insieme sul palco in cui intrecciare divertimento, sorriso ed emozione.
In scena la componente essenziale è una ricerca linguistica fatta di immagine e parola, disegno e voce, insieme a musiche che si confondono, sino a fondersi, con il racconto.
Necessario ascoltare e guardare, lasciarsi sorprendere dal gioco in cui i gatti prendono vita attraverso una istrionica Cristiana Voglino, capace di modulare la propria voce…e di parlare attraverso una gestualità travolgente. Ora melliflua e schizzinosa come Segretario, ora dolce ed impacciata, ma tremendamente fiera, come Zorba, ora acuta e curiosa come la piccola gabbianella, a ogni personaggio un accento, un carattere particolare, che conduce dritti dritti tra gli sviluppi del racconto. Intorno ad un tavolo-uovo si muove con passo felino Pietro Del Vecchio, gatto che invita  a tuffarsi in una storia tonda, capace di catturare grandi e piccoli.
La musica come ponte, ad unire i diversi ingredienti, quasi a scivolarci dentro, per trascinare lo spettatore in un viaggio magico ben sapendo che “vola solo chi osa farlo”.

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