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La gabbianella e il gatto

25 maggio, 2019 - 16:30 Teatro Gioiello, Via Cristoforo Colombo 31 - Torino

In collaborazione con
Giglio-Onlus-SocialTesto di Luis Sepùlveda (Guanda Editore)
dalla traduzione di Ilide Carmignani
riduzione teatrale di Renzo Sicco e Gisella Bein
in scena Cristiana Voglino Pietro Del Vecchio
disegni e illustrazioni Monica Calvi
musiche composte ed eseguite da Matteo Curallo
luci e fonica Paolo Sicco
scenografie Francesco Iannello – Ovodesign
regia Renzo Sicco

 

Assemblea Teatro mette in scena una dei più famosi racconti di Sepulveda, con il quale collabora oramai da quasi vent’anni, con ottimi risultati.‘La gabbianella e il gatto’ e’ una narrazione in forma di Fiaba, orientata a far riflettere su certi comportamenti degli umani che facendo male alla natura finiscono per far male a loro stessi e si avvicinano sempre più all’autodistruzione.L’origine del libro, probabilmente il suo più noto, l’ha raccontata lo stesso scrittore all’ultimo Salone del Libro : «Ero con mio figlio al porto di Amburgo dove vivevo allora. C’era un pellicano che aveva in bocca un povero micio. Ci precipitammo e salvammo il gatto dal suo destino. Lo portammo a casa, lo battezzammo Zorba (come il personaggio del libro di Nikos Kazantzakis) : divenne non solo l’idolo di tutta la famiglia, ma pure il protagonista delle storie che raccontavo la sera ai miei figli»

Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, in un ultimo gesto affida il suo uovo ad un gatto grande e grosso di nome Zorba, strappandogli tre promesse: di non mangiarlo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro…

Luis Sepúlveda – attraverso una storia metafora – racconta con semplicità dell’uomo contemporaneo che, facendo male alla natura, finisce per far male a se stesso.
Un gatto d’onore inizia un’avventura lunga quanto un libro, insieme a compagni coraggiosi, scimpanzè nevrotici, ed un’impaurita gabbianella. Luis Sepulveda, con la dolcezza di una favola, parla all’uomo, grande o piccolo che sia, rammentandogli i doveri verso la natura, ma anche verso se stesso.

In scena immagini e parole, disegni e voci, unite a musiche che si fondono, con il racconto.
Necessario ascoltare e guardare, per lasciarsi sorprendere dal gioco in cui i gatti prendono vita attraverso una esilarante Cristiana Voglino. Ora Segretario, ora Zorba,
ora piccola gabbianella, a ogni personaggio un accento, un carattere particolare, che conduce dritti dritti tra gli sviluppi del racconto.
Dietro a lei i disegni di Monica Calvi danno forma alle parole, le animano rendendole concrete. Intorno ad un tavolo-uovo, disegnato dal designer Francesco Iannello, si muovono Pietro Del Vecchio e Andrea Castellini, gatti che invitano a tuffarsi in una storia tonda, capace di catturare grandi e piccini attraverso il divertimento e la sincera emozione.
La musica, composta appositamente da Matteo Curallo, è un ponte, ad unire i tanti ingredienti, quasi a scivolarci dentro, per trascinare in un viaggio magico. Allo spettatore non resta che partecipare al gioco, ridendo insieme a chi racconta, lasciandosi travolgere da gatti giocherelloni, nel provare a volare.
Tutto questo, ovvio, solo per chi osa farlo!

Ingresso: 5 Euro
Ridotto bambini: 3 Euro
Bambini sotto i 3 anni: gratis

 

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