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La bambina che raccontava i film

02 dicembre, 2017 - 21:00 Auditorium Franca Rame, Viale Cadore - Rivalta (TO)

di Hernan Rivera Letelier (Arnoldo Mondadori Editore)
traduzione di Pierpaolo Marchetti
con Chiara Tessiore, Sonia Belforte
e la straordinaria partecipazione di Pietro Del Vecchio
regia di Lino Spadaro e Renzo Sicco

Visto che in casa il denaro andava a cavallo e noi a piedi, quando arrivava un film che a mio padre sembrava bello, si mettevano insieme le monete a una a una, quanto bastava per un biglietto, e mandavano me a vederlo. Poi, una volta tornata dal cinema, io dovevo raccontarlo alla famiglia riunita al completo nel soggiorno.

Il Sud America ci ha insegnato, spesso, che realtà e fantasia hanno un confine davvero labile… un filo che divide due mondi che spesso si mescolano. In un racconto si possono così incontrare la storia centenaria di un paese nell’arido deserto, di una famiglia e delle sue avventure, di rivoluzioni e di grandi sconfitte, e avere l’impressione di non capire bene se si tratti della verità o di semplici parole. Parole calde, potenti, che danno il la al sogno ed all’immaginazione, parole indimenticabili.
Hernan Rivera Letelier, scrittore, con il suo “La bambina che raccontava i film” ci offre una storia di straordinaria intensità. Maria Margarita ha un dono, quello del raccontare, e la sua vita si snoda attraverso parole che riportano alle miniere di salnitro come agli anni delle grandi star del cinema (da Marilyn Monroe a José Alfredo Jiménez, re della musica e del cinema messicano). Protagonista un’umanità variopinta, povera, ma mai arresa. Una sola sala per le pellicole e un unico bazar: questo è il paese. Ma in casa di Margarita non ci sono neppure i soldi per vedere gli spettacoli. Così tra la durezza del quotidiano e l’immaginario dei film ecco nascere il mito della “bambina che raccontava storie” … almeno fino all’arrivo in paese di una nuove “scatola magica”.

Questo testo emozionante è un vero e proprio atto d’amore verso l’arte antica del raccontare, e dell’ascoltare. Parole desuete, in un mondo in cui social network e media mutano di mese in mese, in cui le novità sono presto già “passate di moda”. Il narrare torna protagonista e ricorda ciò che si è perso per strada… la bellezza della parola e l’incredibile universo del cinema.

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