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Ho capito che ti amo

14 febbraio, 2019 - 21:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino

Omaggio a Luigi Tenco

Edoardo Cerea  voce, armonica e chitarra
Davide Cignatta  chitarre
Elisa Aragno flauto,
Salvatore Chillemi fisarmonica
Gisella Bein voce recitante
regia di Renzo Sicco

 “Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla, parla sempre, che pretende di farsi sentire e non ha niente da dire”.[Luigi Tenco]

Torniamo a rendere omaggio a questo grande autore, compiendo un viaggio nel Tenco artista e uomo. Lo spettacolo regala uno spaccato della carriera artistica di Luigi Tenco ma anche della sua ricchezza di autore anticonformista e innovativo.

Le sue sono suggestioni sottili, che diventano profondamente intime, capaci a volte di innescare riflessioni su temi universali e che sono state capaci di influenzare generazioni di musicisti.

Un recital spettacolo che porta in primo piano soprattutto quello che le parole e le melodie di Tenco spesso adombravano soltanto nello spazio breve di una canzone.

Da un lato, le profonde inquietudini di una generazione chiamata a portare a compimento le grandi trasformazioni della società italiana negli anni Cinquanta e Sessanta, dall’altro una sorta di aristocratico fastidio per tutto ciò che atteneva alla rappresentazione più scanzonata e banale di quella società nelle canzoni. Un percorso interno alle parole e alle musiche note ed inedite che Tenco compose e incise quasi febbrilmente tra il ’59 e il ‘67. Un itinerario che si volge tra letture e riflessioni, capaci di ridisegnare un’epoca di veloci e grandi cambiamenti.

“Io sono uno” è la sua voce, malinconica e tenera, che sapeva disegnare un’intera mappa di sentimenti. Una manciata di canzoni come Lontano, lontano; Come mi vedono gli altri, Ragazzo mio, Se stasera sono qui, Una brava ragazza, Un giorno dopo l’altro, Angela, Ognuno è libero, Guarda se io, Ho capito che ti amo, Vedrai vedrai fino a Ciao amore ciao furono una ventata di autenticità, una novità a volte scandalosa che determinò un nuovo pathos e un diverso sguardo sul mondo.

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