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Paolino

10 agosto, 2018 - 21:00 Chiesa del Forte - Fenestrelle (TO)

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Tratto da “La Principessa della luna vecchia” di Marina Jarre
Adattamento teatrale di
 Renzo Sicco e Gisella Bein regia di Renzo Sicco
Interpreti: Stefano Cavanna, Angelo Scarafiotti, Andrea Castellini, Chiara Pautasso, Gisella Bein, Giulio Prosperi, Eugenio Gradabosco, Silvia Chiarle, Tiziana Catalano, Marlene Pietropaoli
Gli occhiali di Paolino sono una gentile concessione di Ottica Zanetta di Via Cernaia 32 – Torino

Ognuno di noi conosce un tot di parole, tante, ma tutte proprio no. Per sfortuna, c’è sempre un compagno di banco, come la piccola Maria, che ne conosce davvero troppe, e anche difficili. E allora? Non ci resta che il vocabolario. Paolino è il nostro vocabolario per conoscere un’epoca che nonno e nonna, mamma e papà, hanno conosciuto bene. Gli anni ’70, quelli in cui in Italia tutto cambiava, quelli in cui i bambini vedevano il mondo correre.

Un ritratto, un quadro di gruppo … con le parole semplici e i colori giusti. Il soggetto è un’Italia di quarant’anni fa, una Torino d’altri tempi, con un sacco di somiglianze con questo nuovo millennio in cui viviamo.

Paolino di Marina Jarre è un abile pittore, guarda al mondo dei grandi e lo racconta. Vocabolario in mano, snocciola un linguaggio divertente da sinistra antagonista, da “lotta di classe”, spesso non comprende ciò che vede, ma dà risposte spontanee, semplici, sincere.

E i personaggi? Mamma è una femminista comunista, è brava ma molto testarda. Poi c’è Emilio, il fratello maggiore, cristiano-sinistro, porta la barba sul viso e una croce sulle spalle. Mask, è il fratello super eroe, quello da seguire in capo al mondo, che ha sempre una parola giusta e che sa stargli sempre vicino. Babbo non vive in casa, passa ogni tanto. La nonna è un po’ fascista. Poi ci sono Gigi, Salvatore (l’amico compagno di banco), Paola… le manifestazioni e gli attacchinaggi.

Soprattutto c’è il 1974, il referendum sul divorzio, l’Italia divisa tra Dio e modernismo, laicità e fede, destra e sinistra, … l’Italia che cambia, o che perlomeno ci prova. Il tutto descritto a misura di bambino, anzi, da un bambino che ha tanta paura che il suo pirillo non crescerà mai.

Ogni personaggio nel testo di Marina Jarre merita più colpi di pennello, sfumature che li rendano unici, un po’ come ognuno di noi è. Insomma, che quel piccolo mondo ci sia è chiaro, ma importa che sia umanissimo, un pezzo di storia, della storia che hanno vissuto i nostri genitori, descritta attraverso gli occhi del divertente e intelligente Paolino, pittore di italiani.

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