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Dove vanno a finire i palloncini

18 febbraio, 2018 - 16:00 Auditorium Arpino, via Bussoleno 50 - Collegno (TO)

Fascia d’età: dai 3 anni

un testo di Renzo Sicco
canzoni di Renato Rascel
musiche e arrangiamenti di Matteo Curallo
in scena Cristiana Voglino, Andrea Castellini e Paolo Sicco
regia di Giovanni Boni

Il nuovo spettacolo di Assemblea Teatro “Dove vanno a finire i palloncini” è una pennellata di colore in un’epoca indubbiamente grigia, tesa. E’ un inno alla raffinatezza e all’eleganza, un’esaltazione – finalmente – della parola italiana e delle sue mille potenzialità semantiche.
E’ luce soffusa contro l’eccesso (a volte spreco) di illuminazione, è voce pacata contro le grida del quotidiano. Se aggiungi che lo spettacolo in questione è per bambini, la formula risulta quasi sperimentale, pur trattandosi di un omaggio a un cantautore scomparso oltre vent’anni fa.
I palloncini sono quelli che «sfuggono di mano ai bambini», come cantava Renato Rascel in una delle sue più poetiche canzoni dedicate al mondo dell’infanzia. Attore di teatro ma anche di tv e cinema, comico, cantautore e ballerino, Rascel è un grande uomo di spettacolo, salito alla ribalta nell’Italia degli Anni Cinquanta e Sessanta. I suoi testi dedicati ai più piccoli sono di una profondità preziosa: raccolgono giochi di parole, messaggi educativi mai dogmatici, in un divertissement che non è mai fine a se stesso. Va sempre oltre.
E’ proprio questo che la compagnia torinese ha saputo fare, costruendo una produzione teatrale a partire dalle canzoni che Rascel aveva pensato per l’infanzia. Un arraggiamento moderno (firmato Matteo Curallo) per brani che appartengono all’epoca dei nonni di oggi. Un fil rouge (nei testi di Renzo Sicco) in grado di legare tra loro elementi che non erano pensati in origine come parte di un unico spettacolo. E tre bravi attori (Cristiana Voglino, Andrea Castellini e Paolo Sicco) in grado, proprio come Rascel, di attraversare le varie declinazioni dell’arte.
Il risultato è un delizioso musical a misura di bambino e ad uso e consumo di adulti in astinenza da poesia.

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