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Dove vanno a finire i palloncini

13 aprile, 2018 - 21:00 Auditorium Franca Rame, viale Cadore - Rivalta (TO)

Fascia d’età: dai 3 anni

un testo di Renzo Sicco
canzoni di Renato Rascel
musiche e arrangiamenti di Matteo Curallo
la tromba di Paolo Milanesi
in scena Cristiana Voglino, Andrea Castellini e Paolo Sicco
movimenti coreografici Antonella Dell’Ara
le pecore sono state realizzate da Paolo Rogantin
lo spaventapasseri è un autentico costume di paglia dei pastori portoghesi
regia di Giovanni Boni

Lo spettacolo di Assemblea Teatro “Dove vanno a finire i palloncini” è una pennellata di colore in un’epoca indubbiamente grigia, tesa. E’ un inno alla raffinatezza e all’eleganza, un’esaltazione – finalmente – della parola italiana e delle sue mille potenzialità semantiche.
E’ luce soffusa contro l’eccesso (a volte spreco) di illuminazione, è voce pacata contro le grida del quotidiano. Se aggiungi che lo spettacolo in questione è per bambini, la formula risulta quasi sperimentale, pur trattandosi di un omaggio a un cantautore scomparso oltre vent’anni fa.
I palloncini sono quelli che «sfuggono di mano ai bambini», come cantava Renato Rascel in una delle sue più poetiche canzoni dedicate al mondo dell’infanzia. Attore di teatro ma anche di tv e cinema, comico, cantautore e ballerino, Rascel è un grande uomo di spettacolo, salito alla ribalta nell’Italia degli Anni Cinquanta e Sessanta. I suoi testi dedicati ai più piccoli sono di una profondità preziosa: raccolgono giochi di parole, messaggi educativi mai dogmatici, in un divertissement che non è mai fine a se stesso. Va sempre oltre.
E’ proprio questo che la compagnia torinese ha saputo fare, costruendo una produzione teatrale a partire dalle canzoni che Rascel aveva pensato per l’infanzia. Un arrangiamento moderno (firmato Matteo Curallo) per brani che appartengono all’epoca dei nonni di oggi. Un fil rouge (nei testi di Renzo Sicco) in grado di legare tra loro elementi che non erano pensati in origine come parte di un unico spettacolo. E tre bravi attori (Cristiana Voglino, Andrea Castellini e Paolo Sicco) in grado, proprio come Rascel, di attraversare le varie declinazioni dell’arte. Il risultato è un delizioso musical a misura di bambino e ad uso e consumo di adulti in astinenza da poesia.

Daria Capitani

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