Si può vivere in bilico sul mondo...
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Bryne Norvegia, 4 maggio 2006
LA BOLLETTA NON E' UN PROBLEMA
Dopo molti giorni grigi oggi il cielo è incredibilmente azzurro sulla Norvegia ed anche il clima è mite. C'è sole e l'aria è temperata e finalmente il vento sul volto dà piacere. Nel viaggio sul piccolo bus-taxi che ci porta verso la ex chiesa ora teatro, che ospita l'allestimento del nostro "La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare", le verdi distese attorno a noi si aprono come grandi morbide lenzuola tra collina e collina. Solo uno sguardo più attento ti fa capire che nulla è regalato in questa terra. Infatti ogni tanto uno spazio incolto ti mostra la natura com'era in tutta la sua durezza. Terra di pietre.
Ogni campo è stato strappato, tonnellate e tonnellate di terre sono state tolte, levate, fatte rotolare a costruire muretti divisori, basamenti delle case o semplicemente accatastate per poter far fiorire la terra. Qui i contadini ogni primo maggio tornano simbolicamente nei campi a raccogliere le pietre. E' un rituale di ricordo, una affermazione che questa terra è davvero la loro terra strappata palmo a palmo alla crudeltà di una natura che l'aveva cosparsa di massi e sassi con la stessa generosità con cui una madre ricopre di zucchero a velo una torta per i suoi figli.
Anni e anni di dura bonifica senza altro strumento che le mani, poi l'industrializzazione e i grandi trattori, ma il più era già stato fatto. Mucche, pecore e la nuova tecnologia mostrano oggi un paesaggio di benessere con vaste distese di grano, patate e altre verdure, tutti frutti del quotidiano ricco produrre di queste terre e di questa gente dal carattere calmo e profondo, proprio come queste distese che si allungano fino a incontrare i fiordi, il freddo e scuro mare , le sue spiaggie ancora di pietre e lastroni piantate dentro le alghe affondate sopra verdi fangosi campi.
Gente calda dalla fisicità dei corpi che conservano il sapere contadino, la solidità dei piedi piantati sulla terra. I piccoli paesi offrono in mostra le loro bianche case di legno mescolate ai nuovi edifici in vetro e cemento. Si inseguono antichi casali e centri commerciali, strade di campagna e rotonde industriali, si mescolano scenari ed epoche che intrecciano storie di fame e di nuove ricchezze petrolifere, di antichi faticosi raccolti e di moderni giacimenti issati dentro a piattaforme ipertecnologiche piantate dentro al mare per una modernità che disegna la Norvegia come una delle nazioni più solide e tranquille e prospere della terra. Una cosa su tutte dà il senso di questo stato d'animo oggi in questo paese. Tutte le luci del nostro hotel sono sempre accese in ogni ora del giorno o della notte perchè l'energia elettrica, problema di ogni paese evoluto dell'intero occidente, qui costa pochissimo e la bolleta dunque non è un problema.
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