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16 feb '05, L'Avana - Cuba. Ieri notte il nostro pulman e' letteralmente esploso. Ci trovavamo sulla superstrada ...
verso l'aeroporto, dove andavamo ad attendere l'arrivo dell'ultimo
nostro segmento dall'Italia, quando in un crescendo da sparatoria della contraerea il motore ha dato espliciti segnali
di un cedimento finale.
Il sorriso si e' spento sul faccione di Carlo, il nostro autista sconsolato, il quale ha confessato
"E' la prima volta che mi abbandona completamente".
L'abbiamo abbandonato anche noi fiondandoci con il primo taxi di passaggio a recuperare Paolo, Daniele e Licio che intanto
lottavano con i tentacoli della burocrazia doganale cubana.
Si e' fatta notte e tutta la notte Carlo ha lavorato a smontare il motore, individuare il guasto, trovare la valvola fusa,
richiudere il tutto e sorridente accoglierci stamane al nostro abituale appuntamento.
Adesso e' sera.
Dopo un'intensa giornata di prove sotto il sole bruciante al Parco Finlay, il pulman esplode un'altra volta, questa volta di canti
dei ragazzi che ogni giorno di piu' sono carichi di questa avventura. il lavoro cresce e lievita bene e cresce l'intesa,
il gioco, l'affiatamento tra di noi.
Cosi' all'improvviso anche un percorso tra le strade dissestate di questa citta', nella luce ineguagliabile di quest'isola,
puo' esplodere in un canto.
Perche' si sa', le canzoni cantate insieme sono un frammento di luce e splendono meravigliose di ritmo e di gioia e sono un regalo.
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