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22 feb '05, L'Avana - Cuba. Stordimento. Stordimento e' l'unica parola in grado...
di raccogliere la vertigine che proviamo adesso che tutto e' compiuto,
stasera dopo il debutto ufficiale alla presenza delle autorita' e del pubblico arrivato da tutto il barrio e da ogni dove.
La piazza e' gremita, tanti a sorpresa anche gli italiani.
Le Rivoluzioni si aprono e poi si richiudono su se stesse per cui qui all'Avana quello che stiamo facendo nel 2005
ha lo stesso sapore e significato di quello che abbiamo fatto in Italia con il lavoro di decentramento negli anni '70.
Portare via il teatro dal centro della citta', dai grandi teatri ricollocandolo nella periferia.
"Ridare il teatro al popolo" era lo slogan.
Ebbene accade questo oggi a Cuba.
"Nei paesi, nei piccoli centri dell'interno lo si fa ancora, ma non c'e' piu' abitudine all'Avana, lo si e' fatto un tempo
ma poi questo teatro e' desaparecido".
Mi dice proprio cosi' l'anziano direttore dell'Istituto Statale d'Arte.
Julian Gonzalez Toledo, il giovane direttore di Arte Scenica e' entusiasta e afferma convinto che si tratta del piu' interessante
lavoro realizzato a Cuba negli ultimi anni e che di questo modo di lavorare bisognera' discutere molto prossimamente.
Subito mi invita ad un convegno che si terra' in giugno sul Futuro del
Teatro.
Quello che accade e' un onore per noi.
Difficile spiegare cosa provi il quartiere, la sua gente che per una notte ha visto arrivare ambasciatori, ospiti stranieri,
personalita' culturali, musicisti, attori, scrittori, li ha visti sedersi con loro in questa piazza.
In questo barrio i taxisti ti portano con disagio e oltre certi orari neppure vengono. Stasera invece qui c'e' il meglio dell'Avana culturale.
Graziella Pogolotti, tornata per la prima ufficiale, trattiene a stento la commozione.
Ha raccolto il calore della gente, l'entusiasmo, gli applausi forti ed e' circondata dagli abbracci dei tanti amici di Marcelo,
tutti con gli occhi lucidi e carichi di lacrime sincere.
Lo stupore, la gioia di fronte a questo lavoro corale in cui venticinque attori hanno ridipinto la piazza regalandole brillantezza e
sorpresa, tenerezza e passione, e' davvero grande.
Il nostro albero e' esploso di luce, le sue valigie si sono svuotate in racconto incrociando i tanti piani narrativi,
miscelando un secolo ricco di uomini, di storie, di affanni, di amore.
Esausti possiamo raccogliere tutta la nostra felicita'.
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