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21 dom nov, Ankara. E' semplicemente fantastico, dalla platea ritorni nell'atrio e vedi il...
mare. E' lì, immenso dietro alla grande vetrata. Lasci aperte le porte e lo vedi dal palcoscenico, sembra un grande poster perché troppo irreale per risultare vero. Ma è proprio così il teatro Salangé dove ci troviamo a lavorare a Izmir. Siamo accompagnati da Anita, una vitalissima armena sposata ad un italiano, che è il nostro angelo custode, pronto ad aiutarci nei tanti problemi che il montaggio di un grande spettacolo come "In fra li casi... " pone, ma lei è bravissima e anche noi lo siamo. Così la notte il successo si ripete ancora, se possibile, più esaltante che ad Ankara. Forse perché noi siamo più rilassati, forse perché la situazione è meno ufficiale, certamente perché i giovani in sala sono tanti e si crea una miscela esplosiva che ci costringe a ripetere il bis con decine di ragazzi e ragazze che salgono sul palco a danzare con noi. Il carnevale come grande festa di corpi e di cuore in una notte italiana esplode a Izmir. Intanto fuori il mare, con la sua umida brezza, ci aspetta, per rinfrancarci regala i riflessi delle luci sulla sua tavola piana da cui i battelli sdoppiati ci guardano come labbra sorridenti.
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