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9 gio dic, Santiago - Cile. Questo luogo si trova nel quartiere di Peñaloen, a Santiago del Cile.
Durante il Regime Militare è stato centro di detenzione, prigione, tortura e morte. Delle 4500 persone che hanno oltrepassato il recinto tra 1973 e 1978, 226 sono oggi detenuti desaparecidos.
Dopo essere stato simbolo di crudeltà, repressione e violenza, è diventato oggi, grazie al coinvolgimentoo della città di Santiago e del Governo del Cile, un Parque por la Paz: centro di reflessione, memoria storica, luogo di ritrovo e simbolo di Pace, Giustizia, Difesa e promozione dei Diritti Umani.
Nell'aprile 2004, il Parco per la Pace Villa Grimadi è stato dichiarato Monumento Storico dal Ministero dell'Educazione.
Il 10 di dicembre, giorno dei diritti umani, sono a Villa Grimaldi. E' un giorno di sole fantastico. Le Andes sembrano potersi toccare. Tornare dopo due anni è una grande emozione. Il Parco sembra più bello.
La primavera di Santiago ha fiori dappertutto. Come sempre si sentono gli uccelli...è come se Madre Natura volesse ricompensare questo luogo di tutte le sofferenze passate. Auracarie, ombù, roseti, margherite, gelsomini, pini, abeti, mandorli fioriti come un tempo quando la Villa era luogo di cultura e di arte, prima che i militari la rubassero ai propietari per farla diventare luogo di orrore e morte. Dietro le fontane, si intravede la torre. Oggi è aperta e si può visitare. Lì esguivano le torture più spaventose. Dal punto più alto buttavano i corpi. Non riesco ad entrare. Salire i gradini di legno, sempre più stretti, è lacerante. Si può visitare anche la Casa della Memoria, piccolo museo con gli oggetti personali di alcuni desaparecidos tra queste mura. Sono bellissime queste vetrine. Una foto, un libro, un paio di lenti, una cintura di raso, qualche scritto, una piccola bambola, cose importanti per ognuno di questi morti innocenti. C'è anche una foto enorme con tanti visi belli, uomini e donne di tutte le età, non posso togliere i miei occhi da quelli allegri di Marta Ugarte che mi guardano con dolcezza, quanti sogni spazzati via da degli assassini.
Mi tremano le gambe. C'è tanta vita e tanto amore tra queste mura. Le persone della Corporazione Parco per la Paz lo hanno fatto con tanta dedizione e rispetto. Tutti hanno perso in questo luogo qualcuno, chi un fratello, una sposa, un padre, una figlia, un fidanzato...chi la sua giovinezza, la gioia, l'innocenza, l'integrità, la libertà infine. Ma la cosa più importante è che tutto questo dolore, oggi finalmente, è diventato dopo tanti anni, speranza. Speranza nella giustizia, speranza nella vita, nei giovani, nei valori che non potranno mai sparire: l'amicizia, la solidarietà, la lealtà, l'onestà... Il memoriale Valech è stato molto importante, tutta la società civile sta scoprendo finalmente la verità. Il Presidente Lagos ha informato attraverso la televisione il popolo cileno dei risultati del memoriale. Più di 28000 persone hanno liberamente testimoniato di essere state torturate durante la dittatura militare presieduta da Augusto Pinochet. Il memoriale è stato una liberazione per le vittime e una condanna per gli assassini. Pinochet e tanti altri militari sono accusati di crimini contro l'umanità. C'è ancora molto da fare, ma questa è già una grande conquista. Si sente allegria a Santiago. E'come se si fosse tolto un grande peso e tutto cominciasse a respirare nuovamente. La gente è gentile, educata, molto affettuosa, ci si scambia abbracci. Abbracci veri, lunghi, abbracci di gioia, per stare vivi, per continuare a vivere, per riprendere forza, per potere vedere un futuro.
E' molto importante avere un futuro. E ora futuro vuole dire giustizia, amore, memoria, canzoni, speranza, sogni. Futuro vuole dire ricostruire una memoria precedente la morte di Allende, quando i canti, gli ideali, la costruzione di una società più giusta per tutti era il presente. I militari usurparono la volontà democratica di un popolo, oggi questi militari si sentono in pericolo.
A Villa Grimadi, alle nove di sera di un 10 dicembre di primavera cilena, due giorni prima dei miei primi quarant'anni, ho interpretato "Carta abierta a Pinochet" di Marco Antonio della Parra, rappresentando la mia compagnia, Assemblea Teatro di Torino, Italia, nella mia lingua, il castellano, davanti ai miei cari amici cileni. E' stato un onore.
Queste sono le parole che Margarita Romero, donna straordinaria, lottatrice per la vita, medico ginecologo, anima insieme a Rodrigo Del Villar della Corporazione ci ha dedicato:
Para todo el equipo de "Assemble Teatro", gracias por todo el apoyo que dan a nuestro trabajo, por estar con nosotros y enviarnos un "àngel" emisario. Tienen un lugar en nuestros corazones. Un gran abrazo a todos.
Corporación Parque por la Paz Villa Grimaldi. Margarita.
Lola Gonzalez Manzano
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