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DE NATURA ANIMALIUM

18 marzo, 2014 - 17:30 VILLA AMORETTI – BIBLIOTECHE CIVICHE Via Filadelfia 205 - Torino

Inaugurazione della mostra
DE NATURA ANIMALIUM
di Corrado Ambrogio
testi di Laura Pariani

Le nostre radici pre-industriali generano una nuova vita creativa. Corrado Ambrogio è un artista che lavora modellando opere attraverso l’utilizzo di materiale arcaico della cultura contadina. Il suo estro trasforma e rinnova le forme di quel patrimonio rendendolo emozione e rappresentazione del presente. E’ così che oggetti e strumenti della tradizione e del lavoro contadini divengono forme animali da immortalare in fotogrammi, immagini che richiamano il ragno, l’orso, o altri protagonisti del mondo animale, della realtà come della leggenda.
Un artista che recupera il lavoro dell’artigiano e del contadino, mescolandoli con la creatività e l’estro propri dell’artista.

Dalle stesse radici attinge il sapiente uso della parola di Laura Pariani, scrittrice doc della letteratura italiana contemporanea. A lei il compito, all’interno di questa mostra, di cesellare le parole per comporre didascalie appropriate.
Un connubio, questo tra opera d’arte e parola, che spalanca le porte all’immaginazione e alle forme possibili in cui la natura riesce a manifestarsi.

La loro galleria di animali possibili, attraverso fotografie e racconti, è un percorso fantastico di raro divertimento e intelligente forgia.

Dal catalogo della mostra:

ANIMALI TRA MITO, ARTE E SCIENZA

Era scritto che, prima o poi, Corrado Ambrogio dovesse confrontarsi con un bestiario. Il suo è un progetto di bestiario moderno, ispirato al Libellus de natura animalium, opera anonima pubblicata a Mondovì tra il 1508 e il 1512.

Che cos’è il bestiarium? Una sorta di catalogo nel quale erano descritti alcuni animali, ponendone in evidenza soprattutto gli aspetti simbolici, attraverso una visione che aveva nella Bibbia il proprio campionario di riferimento. Nei bestiari medievali, trovarono posto bestie consuete, note e frequenti

nella quotidianità occidentale, accanto ad altre “esotiche; e poi vi erano gli animali “impossibili”, creature mitiche come la fenice o l’unicorno, accanto ad altre provenienti dalla tradizione mitologica. L’obiettivo era quello di assegnare un valore specifico all’animale, un significato fisso a cui fare riferimento nel linguaggio iconografico: dall’arte all’araldica, dalle scienze alla religione.
L’opera dei bestiari è rimasta oggi nei luoghi comuni e nell’immaginario. Noi occidentali, forti della tesi darwinista, abbiamo posto al vertice di tutto la nostra presunta superiorità evolutiva, che si è dilatata fino ad atrofizzarsi, penetrando nei molteplici strati della cultura.
Queste considerazioni sul rapporto uomo-animale, ci possono servire per affrontare il “bestiario altro” che Corrado Ambrogio ci propone. Senza dubbio il Libellus de Natura Animalium , stampato a Mondovì da Vincenzo Berruerio tra il 1508 ed il 1512, ha rappresentato per l’artista monregalese uno strumento
per provare ad adottare un’ottica diversa attraverso la quale rileggere le finalità estetiche del suo lavoro artistico. Di fatto ha scoperto l’esistenza di una sorta di continuum tra il macrocosmo dei bestiari e i suoi modelli: quella linea ininterrotta consente di scorgere i riverberi dell’inarrestabile volgere ed evolvere della vita, anche in elementi apparentemente morti, perduti, inutili… Anche lui, con un linguaggio per certi aspetti analogo, ma con un’intensità ben maggiore, ha voluto realizzare il suo bestiarum; è riuscito a farlo con straordinaria vitalità, con un continuo immergersi e riemergere nella fiaba, nella mitologia, nella poesia. Ogni opera inizia nel gioco antico della metafora che rincorre le piste lasciate dall’infanzia nelle anse del nostro inconscio: quelle piste diventano le vie sulle quali la dolcezza di Laura Pariani stende parole che come fiori vivacizzano l’universo che li circonda. Il legame tra l’uomo e l’animale è sorretto da esperienze quotidiane, continue, ricche di spunti simbolici che consentono alle specie di amalgamarsi, confondersi e qualche volta completarsi.

Massimo Centini

Mostra realizzata in collaborazione con

 

Alcune fra le opere proposte:

Ambrogio Corrado

Nasce nel 1957 a Mondovì. Frequenta il Liceo Scientifico e successivamente il Politecnico di Torino, laureandosi in Ingegneria Meccanica. E’ attualmente titolare della cattedra di Tecnologia e Disegno presso l’IISS Cigna di Mondovì. Esordisce come pittore nel 1974. La Regione Piemonte nel 1988 gli dedica una personale nel Palazzo della Giunta, nell’ambito della rassegna “Proposte”, selettiva di valori emergenti. Le sue opere, caratterizzate inizialmente da una oggettuale ispirazione, acquistano con gli anni una sempre maggiore indipendenza dalla realtà intesa nei suoi aspetti più riconoscibili “per instaurare un rapporto nuovo con il vero, quasi contrassegnato da un carattere mentale più che sentimentale: sino a manifestarne le suggestioni più vive negli aspetti forse più segreti ed essenziali” (Angelo Dragone).

L’esigenza di sperimentare nuove regole e nuovi materiali lo porta nel 1989 ad alternare le attività di pittore e scultore. Ha progettato e realizzato mobili ed elementi di arredo. Ha illustrato libri. Tra le mostre collettive si ricordano: “Artisti delle Alpi Marittime”, Lione, 1982; “Artisti Italiani Oggi”, Museo d’Arte Italiano, Lima (mostra itinerante), 1989; X Biennale Nazionale del Disegno, Torre Pellice, 1990; Biennale d’Arte Contemporanea, Torino, 1990; “Artisti Piemontesi”, Palazzo Ruini, Reggio Emilia, 1991;“Abitare il tempo”, Verona, 1992; “Mondial Art Salon”, Avignone, 1993; “Festival des Arts”, Beaulieu sur Mer, 1993; “Otto protagonisti dell’Arte Contemporanea in Piemonte”, Cortona, 1995; “Pellegrini Cherubini, Arte Contemporanea nelle Pievi del lago di Garda”,Desenzano, 1996; “Scultura & Sculture”, Ospedale Vittoriano, Carignano, 1997; “Nove scultori piemontesi”, Fondazione Peano, Cuneo, 2000; “Concorso per Scultura monumentale”, Rozzano, 2004. Tra le personali si citano: Galleria La Rotonda, Mondovì 1978; Studio d’Arte Le Immagini, Torino, 1988-90; Palazzo della Giunta Regionale, Torino, 1988; Palazzo Lomellini, Carmagnola, 1999; Galleria Devoto, Genova, 1996-99; Antico Palazzo di Città, Mondovì, 1998; Galleria Del Monte, Forio d’Ischia, 2000-02; Palazzo Robellini, Acqui Terme, 2000; Palazzo Salmatoris, Cherasco, 2003; Chiesa di S.Stefano, Mondovì, 2007.

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