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Autunno Internazionale
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Appunti d’internazionale…
15 aerei per 50.000 Km di volo, 2 pullman di linea e 7 piccoli bus per percorrere oltre 4.000 km su strada. 40 giorni di tour in Sud e Nord America, 27 spettacoli realizzati in 2 teatri dell’Uruguay, 11 dell’Argentina e 3 del Canada, un totale di oltre 5000 spettatori.
Un abbraccio con gli italiani d’America, con le Associazioi dei Piemontesi, dei Friulani, dei Calabresi, dei Siciliani e con centinaia di cittadini argentini, canadesi e uruguayani.
Il racconto di una storia di emigrazione come specchio e memoria del “nuovo mondo” dentro le grandi trasformazioni del terzo millennio.
Uno spettacolo può farti sentire a casa! Sarà l’accento della tua terra, la lingua materna, o una storia in cui poterti immedesimare….
E’ accaduto nelle scorse settimane in Argentina, Uruguay e Canada a centinaia di emigranti di origine italiana: attraverso l’antico rito del racconto.
Parola d’ordine: portare un po’ di Piemonte in Argentina per ritornare a casa carichi di quelle voci che l’emigrazione ha portato lontano.
Il primo di questi intensi abbracci era avvenuto esattamente dieci anni fa. A fare da tramite allora la testimonianza di “Fuochi”, spettacolo che riuniva in modo ideale e storico le valli alpine e la pampas, i valdesi d’Italia e quelli d’Uruguay e d’Argentina. Poi è stato il tempo della denuncia di “Più di mille giovedì”, e quello del Pavesiano “Dialoghi con Leucò” o, ancora, l’immediatezza di “Galline” (che due anni fa ha partecipato al Festival Internazionale di Cordoba). Tanti modi per dire “casa”, per far sì che gli italiani all’estero si sentano parte di una comunità che non li ha dimenticati. Quest’anno, grazie al contributo della Regione Piemonte, l’appuntamento con il teatro ha raccontato l’emigrazione a chi l’emigrazione ha vissuto sulla propria pelle. Nato per volare, il racconto della vicenda di Dino Pogolotti partito da Giaveno a fine ottocento per approdare a Cuba a costruire il primo quartiere operaio di tutto il Sud America, è’ stata occasione per realizzare un’esperienza importante, un incontro ricco e carico d’emozione, un abbraccio di sentimenti e di storie che hanno avvicinato italie distanti ma non ancora separate.
Questo rito si rinnova oramai nel tempo e tocca sempre nuovi paesi, complessivamente in questo 2006 cinque - Norvegia, Cuba, Uruguay, Canada e Argentina - per un totale di 45 repliche ed è possibile grazie a un modo di concepire e fare teatro, quello della compagnia torinese, che mette al primo posto il pubblico italiano o internazionale che sia.
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