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CATTIVI

18 marzo, 2015 - 22:47

Il carcere è un mistero perchè sta dietro ad un muro. Quel muro che lascia noi, i liberi, innocenti, perchè chi non vede non può sapere, e loro, guardie e detenuti, colpevoli, e rinchiusi.
CATTIVI parla di loro, dei colpevoli, guardie o detenuti che siano. Lo fa con la forza dell’immagine. Le parole di Maurizio Torchio sono poche, misurate, precise e nette. Non fanno voli pindarici nè ci vogliono far immaginare mondi a noi sconosciuti. Le sue parole ci fanno guardare, ci aprono gli occhi – che a tratti vorremmo chiudere per continuare a restare innocenti – ci offrono quadri netti. Le celle, le botte, i suicidi, la crudeltà, i soprusi, gli scherzi, gli amori, le punizioni. Un narratore/guida ci conduce con lui in cella e in spazi che nemmeno lui vede, ma dove incredibilmente sa ogni cosa che succederà. Ci fa guardare, ci fa ascoltare, sentire, ci fa annusare riportando miasmi, sensazioni e costrizioni di spazi troppo piccoli perchè sia la vita a finirci dentro. Dove lo spazio è poco non ci sono segreti, non ci si può nascondere. Le vite sono cosa comune, le regole sono scritte. E il narratore tutto sembra conoscere.

Questo libro non è facile, però è necessario.
Le ultime parole del Ministro della Giustizia, Alessandro Orlando, raccontano di un sistema carcerario italiano che non “recupera”, non “rieduca”. Da alcuni anni diversi bravissimi scrittori provano ad aprire gli occhi su questo argomento, e Maurizio Torchio ce li fa spalancare. Chissà che tutte queste pietre scagliate non riescano, un giorno, a smuovere acque stagnanti da troppi decenni.

Alberto Dellacroce

Maurizio Torchio, Fabio Geda e Renzo Sicco saranno alla Libreria L’Angolo Manzoni – via Cernaia Torino, sabato 21/3/2015 dalle ore 17,30, per presentare CATTIVI

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