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BARRICALLA

12 dicembre, 2016 - 18:22

Barricalla, è alle porte di Torino la discarica dove i rifiuti pericolosi vengono resi innocui

Non c’è puzza. Qui, a Collegno, dove finiscono i rifiuti speciali, l’aria è pulita. Senza odori. Lo confermano anche le api dai loro tre alveari posizionati a lato discarica. Fungono come sensori: vengono costantemente monitorati, così come il grano seminato appositamente vicino all’ingresso. L’altra faccia dei rifiuti speciali è questa. Mentre una parte d’Italia fa i conti con le «terre dei fuochi» e l’aumento di patologie tumorali in queste aree, a Barricalla, alle porte di Torino, sorge un impianto che si occupa di gestire tutti i rifiuti “difficili”. È il più importante del genere in Italia: «Nasce su un terreno compromesso e sventrato per gli sbancamenti dovuti alla realizzazione della tangenziale di Torino» spiega Andrea Vico, divulgatore scientifico. Ora, proprio qui, vengono smaltiti fanghi da depurazione delle acque, ceneri d’abbattimento fumi, smarino dei cantieri, materiali degli scavi, amianto. E, ancora, residui chimici, terreni di bonifiche, scorie dell’industria metallurgiche e pietre usate per i binari del treno, una volta dismesse e pregne di ferodo. Spiega Alessandro Battaglino, presidente di Barricalla Spa, la società a capitale misto pubblico-privato che gestisce la discarica: «Noi pensiamo alla nostra pattumiera di casa, ma quella è solo la punta dell’iceberg rispetto alla quantità di rifiuti speciali prodotti ogni giorno in Italia. Il rifiuto speciale è un rischio per l’ambiente se viene disperso: in quel caso porta danni enormi. Correttamente gestito, non è invece un problema. Anzi».

Tutto ciò che arriva tramite camion è conosciuto a priori: si sa cosa giunge, in che quantità, origine e caratteristiche. Viene poi ulteriormente analizzato e i campioni, dopo rigidi esami in laboratorio, rimangono per tre mesi in consultazione, a disposizione di tutti. Tutto è controllato e certificato, e l’impianto – che si estende su una superficie di 150mila metri quadrati, con un volume complessivo di 912mila metri cubi – segue alla perfezione le regole dettate dall’Unione Europea, con i migliori standard e tecnologie. I rifiuti finiscono in vasche che vengono riempite a strati: raggiunta la capacità massima, si procede, quindi, alla sigillatura idraulica con l’impiego d’argilla e di Hdpe, un polietilene ad alta densità.

Barricalla smaltisce ogni anno oltre 130mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Si compone di quattro lotti, uno già riempito, ultimato e chiuso. Un altro sta per essere completato. «Una volta saturi, i lotti vengono coperti di manto erboso e pannelli solari, per un’ulteriore vita che prosegue negli anni: i pannelli, via via, si possono cambiare con nuovi, più efficienti». Oggi Barricalla ha una superficie fotovoltaica di 4680 metri quadrati che produce l’energia consumata da 400 famiglie.

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