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Andy Warhol superstar

30 novembre, 2017 - 21:00 Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111 - Torino
Teatro Cargo
coproduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse / Teatro Cargo
ideazione e regia di Laura Sicignano
testo di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci
con Irene Serini
scene di Emanuele Conte
Costumi Daniela de Blasio
Luci, video e suono Luca Serra

Giunge a Torino uno dei successi dell’estate 2017, lo spettacolo accolto con una grande ovazione ad Asti Festival.

A trent’anni dalla scomparsa del grande artista americano, IL TEATRO DELLA TOSSE-FONDAZIONE LUZZATI in coproduzione con il TEATRO CARGO dedica uno spettacolo ad Andy Warhol (Pittsurgh, 1928 – New York, 1987).

Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come la intendiamo oggi. Se nel calendario della musica pop c’è un ante e un post Beatles, l’unico fenomeno culturale e mediatico degli anni Sessanta in grado di rivaleggiare con Warhol, allo stesso modo in quello dell’arte dobbiamo parlare di un “Before Andy” e di un “After Andy”. Soprattutto, Andy Warhol è stato capace di intuire e anticipare i profondi cambiamenti che la società contemporanea avrebbe attraversato a partire dall’era pop, da quando cioè l’opera d’arte comincia a relazionarsi quotidianamente con la società dei massmedia, delle merci e del consumo. Nella Factory, a New York, non solo si producevano dipinti e serigrafie: si cambiava la storia del costume, si faceva cinema, musica rock, editoria, si attraversavano nuovi linguaggi in una costante ricerca d’avanguardia.

Lo spettacolo indaga la biografia intima di Andy a confronto con quella pubblica: la sua curiosità per tutto ciò che era trasgressivo ed estremo e la sua fede cattolica, il rapporto con la madre, con gli USA, con i soldi e il potere, con il sesso e la castità. La sua vita è una fiaba sinistra in cui un bambino povero è trasformato in un principe delle tenebre che soccombe alla solitudine e alla tristezza, in mezzo ad una folla stravagante di cortigiani pazzi. Oppure Andy fu uno straordinario self made man capace di costruirsi un’immagine pubblica in grado di vendere milioni di dollari?

 

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