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Fuochi

24 giugno, 2016 - 21:30 Parco Widemann, San Germano Chisone (TO)

Oratorio per la memoria valdese
Riduzione scenica di Marina Jarre e Renzo Sicco

Contributi all’elaborazione di Giorgio Tourn e Giulio Vincentini

Regia di Renzo Sicco

Realizzazione: Cristiana Voglino, Virginia Bianco, Chiara Tessiore, Giovanni Boni,

Angelo Scarafiotti, Lino Spadaro, Paolo Sicco, Chiara Pautasso, Stefano Cavanna, Fulvia Romeo

Musiche:  Roger Waters, Dead Can Dance, Clannad, Franco Battiato,

Corale Evangelica di Torino, Johann Pachelbel, Soft Machine, Klaus Shultze

 

Quest’anno più che mai Fuochi è spettacolo intimo e di memoria. Per ricordare la storia ma soprattutto un amico: Gino Baral, scomparso lo scorso 6 marzo. Un nome non famoso ma importante per  Assemblea Teatro e per la montagna, quella montagna a cui  insieme a Gino, negli anni 80/90, abbiamo dato voce, una montagna dimenticata da un’Italia troppo arroccata a cercare il progresso nella modernità. Con lui abbiamo ideato e fatto approvare nel 1993 il primo progetto Interreg finanziato dall’Europa per un intervento culturale, e con quel finanziamento abbiamo realizzato Fuochi, uno spettacolo che ha raccontato la storia al centro di quelle Valli Valdesi dove lui viveva e lavorava.

Fuochi compie 22 anni e, nuovamente, si propone di “accendere” all’unisono le Alpi con la cultura e la memoria.

Lo spettacolo narra il lungo cammino che portò il popolo valdese a oltrepassare i monti, prima in fuga sino a Ginevra, quindi, in quello che fu il “glorioso rimpatrio”; le alti pareti delle Valli Pellice, Chisone e Germanasca a fare da sfondo e cornice alla storia delle genti di questo angolo di Piemonte.

“Questa è una piccolissima storia persa in altre così grandi…”, un amore piccolo in confronto alla grandezza della storia che li coinvolge, quello impossibile tra Margherita, una contadina valdese, e Ascanio, un nobile cattolico. La vicenda si snoda nell’arco di 27 anni, dal 1689 al 1715, biblica e domestica, poetica e densa di terrore; non rispetta un ordine cronologico, ma, correndo avanti e indietro negli anni, ne inventa uno nuovo, quello del ricordo e dell’associazione di pensieri.

Fuochi evoca situazioni di vita e di sofferenza patita da una minoranza che non rinuncia alla sua identità. Margherita racconta la sua storia particolare, una piccola storia persa dentro ad una più grande che la investe, la trascina, la devasta. Accadeva nel ‘700, accade oggi. Fuochi è un testo di suggestione forte che ripropone l’indignazione civile verso gli integralismi, ricordando secoli di oscurantismo che tentarono, senza riuscirci, di estirpare il valdismo con macelli e deportazioni.

Accendere Fuochi vuol dire illuminare riflessioni, considerazioni sul vivere civile, sul ruolo delle religioni oggi, sull’intolleranza e le tante forme di violenza che abitano il mondo globalizzato.

Ingresso € 10

*Tutto il ricavato della serata sarà devoluto all’Ordine Mauriziano di Torino per la ricerca sul cancro

“progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)”

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